24 Ore per il Signore

Il Patronato vive!

Per sostenere le attività del Patronato per le famiglie, il dopo-scuola, l'accoglienza dei gruppi e delle associazioni, le attività caritative e di di integrazione, si può dare un contributo sul c/c IT 19 U 02008 61111 000004530634, oppure direttamente al Parroco e/o ai Padri Canossiani - causale "Per le attività del Patronato"

Rassegna stampa


   

Contatori visite gratuiti

 19 marzo: terza domenica di quaresima

 Alla scoperta della quaresima - 3

 I segni: digiuno, elemosina, preghiera

             Il digiuno, l’elemosina e la preghiera sono i segni, o meglio le pratiche, della Quaresima.

             Il digiuno significa l’astinenza dal cibo, ma comprende altre forme di privazione per una vita più sobria. San Leone Magno insegnava in uno dei suoi discorsi sulla Quaresima: «Quanto ciascun cristiano è tenuto a fare in ogni tempo, deve ora praticarlo con maggiore sollecitudine e devozione, perché si adempia la norma apostolica del digiuno quaresimale consistente nell'astinenza non solo dai cibi, ma anche e soprattutto dai peccati.

             A questi doverosi e santi digiuni, poi, nessuna opera si può associare più utilmente dell’elemosina, la quale sotto il nome unico di “misericordia” abbraccia molte opere buone ». Così il digiuno è reso santo dalle virtù che l’accompagnano, soprattutto dalla carità, da ogni gesto di generosità che dona ai poveri e ai bisognosi il frutto di una privazione. Non è un caso che nelle diocesi e nelle parrocchie vengano promosse le Quaresime di fraternità e carità per essere accanto agli ultimi.

             La Quaresima, inoltre, è un tempo privilegiato per la preghiera. Sant’Agostino dice che il digiuno e l’elemosina sono «le due ali della preghiera» che le permettono di prendere più facilmente il suo slancio e di giungere sino a Dio. E san Giovanni Crisostomo esorta: «Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà con la pratica della preghiera. Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in splendida reggia». 

                                                                                                                                                                            (Gambassi G. – Avvenire 27.2.2017)

 12 marzo: Seconda domenica di quaresima

 Alla scoperta della quaresima - 2

Il numero 40

La Quaresima richiama alla mente i quaranta giorni di digiuno vissuti dal Signore nel deserto prima di intraprendere la sua missione pubblica. Si legge nel Vangelo di Matteo: Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame.

Quaranta è il numero simbolico con cui l’Antico e il Nuovo testamento rappresentano i momenti salienti dell’esperienza della fede del popolo di Dio. È una cifra che esprime il tempo dell’attesa, della purificazione, del ritorno al Signore, della consapevolezza che Dio è fedele alle sue promesse.

Nell’Antico Testamento sono quaranta i giorni del diluvio universale, quaranta i giorni passati da Mosè sul monte Sinai, quaranta gli anni in cui il popolo di Israele peregrina nel deserto prima di giungere alla Terra Promessa, quaranta i giorni di cammino del profeta Elia per giungere al monte Oreb, quaranta i giorni che Dio concede a Ninive per convertirsi dopo la predicazione di Giona. Nei Vangeli sono anche quaranta i giorni durante i quali Gesù risorto istruisce i suoi, prima di ascendere al cielo e inviare lo Spirito Santo.

Tornando alla Quaresima, essa – ha spiegato Benedetto XVI nel 2011 – è un accompagnare Gesù che sale a Gerusalemme, luogo del compimento del suo mistero di passione, morte e risurrezione e ricorda che la vita cristiana è una “via” da percorrere, consistente non tanto in una legge da osservare, ma nella persona stessa di Cristo, da incontrare, da accogliere, da seguire.  (Gambassi G. – Avvenire 27.2.2017)

5 marzo: prima domenica di quaresima

Alla scoperta della quaresima - 1

 Che cos’è

            Il 1° marzo, Mercoledì delle Ceneri, è iniziata la Quaresima. È il «tempo forte» che prepara alla Pasqua, culmine dell’Anno liturgico e della vita di ogni cristiano. Come dice san Paolo, è «il momento favorevole» per compiere «un cammino di vera conversione» così da «affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male».

            Questo itinerario di quaranta giorni che conduce al Triduo pasquale, memoria della passione, morte e risurrezione del Signore, cuore del mistero di Salvezza, è un tempo di cambiamento interiore e di pentimento in cui «il cristiano è chiamato a tornare a Dio “con tutto il cuore” per non accontentarsi di una vita mediocre», ricorda papa Francesco nel Messaggio per la Quaresima 2017.

 Il conteggio dei giorni

            Già nel IV secolo vi è una Quaresima di 40 giorni computati a ritroso a partire dal Venerdì Santo fino alla prima domenica di Quaresima. Persa l’unità dell'originario triduo pasquale (nel VI secolo), la Quaresima risultò di 42 giorni, comprendendo il Venerdì e il Sabato Santo. Gregorio Magno trovò scorretto considerare come penitenziali anche le sei domeniche. Pertanto per ottenere i 40 giorni (che senza le domeniche sarebbero diventati 36) anticipò, per il rito romano, l’inizio della Quaresima al mercoledì (che diventerà “delle Ceneri”).

            Attualmente la Quaresima termina con la Messa nella Cena del Signore del Giovedì Santo. Ma per ottenere il numero 40, escludendo le domeniche, bisogna, come al tempo di Gregorio Magno, conteggiare anche il Triduo pasquale.  (Gambassi G. – Avvenire 27.2.2017)

 26 febbraio: 8^ domenica del tempo ordinario

Giorni dello spirito e di comunità

1- 2- 3- 4 marzo 2017

La Quaresima è un momento particolare nella vita di una Comunità cristiana e per questo, accogliendo l’invito del Vescovo, vorremmo che i primi suoi giorni fossero un buon inizio, una giusta intonazione.

Sono stati chiamati: Giorni dello Spirito e di comunità.

Il 1° marzo è il mercoledì delle Ceneri e lo celebreremo come di consueto con la Santa Messa e l’imposizione delle Ceneri in Duomo alle ore 20.00

Nei tre giorni successivi – giovedì, venerdì e sabato – sono previste tre serate. Sarà per la nostra Comunità cristiana un’occasione per guardarci in volto e incoraggiarci a vicenda, facendo insieme:

*        un momento di preghiera sulla Parola di Dio, diverso dal solito;

*        un momento di condivisione sul nostro vivere oggi «nella gioia del    Vangelo», a partire da alcuni spunti di riflessione.

*        un rinfresco (giovedì e venerdì) e un po’ di cena (sabato)

Vi invitiamo a partecipare, in base alle vostre disponibilità: potete scegliere di partecipare a tutte tre le serate o anche all’una o all’altra serata. Anche all’interno di una stessa serata potete unirvi ai partecipanti nel momento e per il tempo che avete a disposizione. Troverete sempre la porta aperta.

Questo invito è esteso a tutti: giovani, adulti e anziani. È importante considerare che questa iniziativa avverrà, negli stessi giorni, in tutte le parrocchie della nostra Diocesi. Sarete tutti benvenuti.

Il programma dettagliato lo trovate negli avvisi parrocchiali.

 12 febbraio: 6^ domenica del tempo ordinario

Portare a compimento

Proseguendo nella lettura del “Discorso della montagna”, il brano evangelico di questa domenica, dopo avere presentato le “Beatitudini” e la missione del cristiano di essere luce del mondo e sale della terra, indica le esigenze morali della vita cristiana, premettendo, onde evitare l'idea di una rottura con l'insegnamento mosaico e profetico, che la legge antica non viene abolita, ma portata a “pieno compimento”. E sottolinea, Gesù, che a cambiare non sono i comandamenti, ma lo spirito con cui li si deve osservare.

La “giustizia” che Gesù esige deve superare quella degli scribi e dei farisei: non è da intendere come fondata anzitutto sul “fare”, ma sull'“essere”.

Gesù prende ad esempio tre dei dieci comandamenti: non uccidere, non commettere adulterio, non dire falsa testimonianza. Non basta non uccidere, per considerarsi osservanti del quinto comandamento; occorre non adirarsi, non insultare, non offendere, perdonare, riconciliarsi: solo così il quinto comandamento diventa vita. Allo stesso modo, non si osserva il sesto comandamento solamente non commettendo adulterio, perché il peccato, la malizia, esce dal cuore e dalla mente; il cuore e la mente devono essere casti. E, a proposito dell'ottavo comandamento, non basta non giurare il falso: occorre essere sempre fedeli alla verità, indipendentemente dal giuramento.

Insomma: i comandamenti non sono solo questione di azioni buone o cattive, ma sono scelte di vita che nascono dall'interno della persona, coinvolgendo mente e cuore. (Rini Vincenzo)

 19 febbraio: 7^ domenica del tempo ordinario

giorni dello spirito e di comunità

1- 2- 3- 4 marzo 2017

UN’OASI …

Dopo il Mercoledì delle Cenerì, viene offerta “un’oasi di tempo in cui sperimentare di essere una ‘‘Comunità’’ che si guarda in volto, si lascia abbellire dalla gioia del Vangelo, si aiuta a riprendere il cammino con fiducia, assume i tratti della misericordia” (Consiglio Pastorale Diocesano)

PER GIOVANI E ADULTI …

L’esperienza è proposta ad ogni giovane e adulto che desidera accogliere questo invito. Ognuno può scegliere di partecipare ad una o più serate e – per ogni sera – anche a uno qualsiasi dei tre atti proposti: quando è libero o al momento che ritiene più adeguato.

IN TRE ATTI

Primo Atto:   l’ascolto della parola e la preghiera

Un tempo da vivere nel raccoglimento per ascoltare la Parola di Dio, ritmati da silenzio e preghiera comunitaria.

Secondo Atto:  la Condivisione

Dopo la proiezione di un video, si potrà intervenire liberamente per condividere la propria riflessione, le domande, le speranze, le gioie, ecc.

Terzo Atto:  la Convivialità

Un semplice rinfresco (giovedì/venerdì) o la cena (sabato, anche per i figli) nella gioia dello stare insieme in un’atmosfera di famiglia e comunità.

Il programma dei 4 giorni lo trovate sull’ultima pagina di questo foglietto

5 febbraio: 5^ domenica del tempo ordinario

Sale e luce del mondo

"In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre". Così leggiamo nel Prologo al vangelo di Giovanni e in un altro passo lo stesso evangelista ci riferisce le parole di Gesù: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».

Oggi, dopo che noi credenti in Cristo siamo stati definiti da Lui "sale della terra" e "luce del mondo" sentiamo forte ed impegnativa la raccomandazione che di conseguenza il Signore ci rivolge a tutti: "Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli".

Ci viene quindi richiesto l'impegno costante per dare sapore e senso alla nostra vita, perché non ci accada che, vuota di ideali ed insipida, perda quel bel fascino della conquista e ci faccia ritrovare a quote basse e mortificanti.

Dobbiamo perciò lasciarci irrorare dalla luce di Cristo: è lo Spirito Santo ad illuminarci con i suoi doni ed è lo stesso Spirito ad orientare poi le nostre scelte. Soltanto ricevendo Amore da Dio diventiamo a nostra volta capaci di amarlo e di vedere dei fratelli nel nostro prossimo. Ed è ancora la stessa luce divina a convincerci del vero bene e a distoglierci dalle nostre scelte sbagliate.

Quando abbiamo così illuminato la nostra vita, ornandola di senso e di pienezza, il “sale” e la “luce” diventano gli elementi principali della nostra fedeltà a Dio e del nostro impegno di testimonianza nei confronti degli altri.          (Monaci Benedettini Silvestrini)

Bollettino parrocchiale


A.C.R. Azione Cattolica Ragazzi

a partire da sabato 8 ottobre

TUTTI I SABATI
POMERIGGIO
in Patronato
al Sacro Cuore
(Via Belluno, 27)

*  dalle ore 14.30 alle 15.30

*   dalle 15.30 giochi e animazione per tutti fino alle ore 17

Patronato Padri Canossiani

Patronato dei Padri Canossiani

per ragazzi/e dai 6 ai 13 anni

Tutti i Pomeriggi

dalle ore 14.00 alle 17.45

per giocare, cantare, fare tante attivita' in amicizia

Parrocchia del Sacro Cuore
Via Belluno, 27
Tel. 0439-89749

Il Sagrato - bollettino parrocchiale