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 Una logica nuova

Quante volte è stata annunciata la fi ne del mondo! Quante volte ci hanno fatto sorridere i tentativi più o meno maldestri di prevederla, di evitarla, di salvarsi. L’apostolo Paolo stesso attendeva la venuta imminente del Cristo glorioso. «E siamo ancora qui, con più speranza che paura», canta Fiorella Mannoia in una sua bella canzone: stiamo ancora aspettando che il padrone ritorni.

Certo, abbiamo perso il timore del Giudizio universale, continuamente rimarcato da affreschi ed opere d’arte che ornano le grandi Cattedrali del passato: rischiamo, forse, di perdere anche la speranza, quella virtù così fragile eppur così forte, che riesce a gettare i nostri occhi oltre la paura dell’immediato e a metterci in moto per superare tante difficoltà.

L’atteggiamento dei primi due servi è costellato di speranza, di attesa per un padrone amato, che condivide la sua gioia con chi è fedele; il terzo servo sembra quasi essere dispiaciuto per il ritorno del padrone: «Se tu non fossi ritornato, io non avrei dovuto rendere conto della mia pigrizia, non sarei stato costretto a fare i conti con la mia debolezza». Uno scontro di logiche: solo l’amore ci per-mette di guadagnare quando perdiamo. Solo se amiamo, riusciamo ad avere senza possedere, a servire nella libertà e nella gioia, a godere senza sfruttare.

 Chi non riesce a fare spazio all’altro, in fondo non riesce neanche a vivere, a gustare la pienezza che ci è data in caparra nel nostro cammino terreno. L’esito della parabola non è che l’esito delle scelte che ognuno fa, perché ad ognuno è stato dato secondo le sue capacità. Oggi possiamo cambiare: oggi ci è possibile amare! S.D.G. 

Un aiuto per pregare

- Come vivo l’attesa del Signore? Come posso concretamente servirlo, nella mia famiglia, nel mio ambiente di vita, nella mia comunità?

- Mi sforzo, nella preghiera, di chiedere di entrare sempre più nella logica dell’amore?

Attese ripagate

È notte fonda; l’unico rumore che si percepisce appena è il vento. Il buio denso è squarciato da un grido: immaginiamo l’angoscia, lo sgomento che prende il cuore destato all’improvviso da un sonno già tormentato dall’ansia dell’attesa. «Ecco lo sposo! Andategli incontro»: chissà quanto ognuna delle fanciulle protagoniste del Vangelo di questo momento avevano atteso e sognato la persona accanto a cui la loro vita avrebbe potuto fiorire in tutta la sua bellezza.

Quella parola è detta oggi a noi: il nostro cuore la cerca, la nostra anima ha sete di un cambio radicale della nostra vita, di qualcosa che ci metta in cammino, di un andare incontro che sazi finalmente la continua inquietudine della nostra esistenza.

Quella parola continua a squarciare le notti della nostra vita, il periodo difficile che stiamo vivendo, la sofferenza, la malattia: eppure, non ci nascondiamo che, in fondo in fondo, in noi c’è anche tanta delusione. Perché l’attesa è stata faticosa, sfibrante, lunga, si è fatto buio, e lo Sposo non è arrivato.

Tanti nostri gesti di bontà sono caduti di fronte ai muri di indifferenza o di ostilità che ci siamo trovati davanti; ci è sembrato che non valesse la pena perdonare, amare, prenderci cura.

La differenza tra le vergini sagge e le vergini stolte è il bivio che abbiamo oggi di fronte a noi: continuare a custodire l’olio perché forse qualcuno arriverà o gettare la spugna ed arrendersi alla durezza implacabile della vita?

Sforzarci, con l’aiuto di Dio, di volere quel poco di bene che ci è consentito o lasciare che la luce che possiamo dare solo noi si spenga nella notte?

Vegliare significa tenere vivo il ricordo della Risurrezione, sapere che la notte, per quanto buia, è stata illuminata: ci stiamo?
S. D. G.

Un aiuto per pregare
• Come alimenti la speranza nel Signore nei momenti di buio?
• In che modo ti stai prendendo cura della lampada che il Signore ha messo nelle tue mani?

Una delle regole più faticose da rispettare in questo lungo periodo di pandemia è certamente l’evitare di farsi prossimi fisicamente ai parenti delle persone che muoiono: una stretta di mano, un abbraccio, un bacio, il piangere insieme ci sembrano atti dovuti per lenire la solitudine di chi si trova a fare i conti con la morte di un proprio caro. Sono gesti semplici, immediati, ma che la fede cristiana ci permette di cogliere in tutto il loro significato, lasciandoci intravedere una traccia di Dio.

Ecco nascere, allora, le feste che ci prepariamo a celebrare: la festa di Tutti i Santi ci ricorda che non crediamo mai da soli, che la Buona Notizia si trasmette attraverso la vita buona di tante persone che, anche nella nostra vita, ci sono sta-te vicine, si sono fatte presenti, ci hanno donato qualcosa di loro; è la festa della comunione con Dio, ovvero della preziosità che ogni vita viene ad assumere per il Signore quando ha cercato di essere amore.

Se il nostro cuore si ribella al silenzio feroce della morte di coloro che amiamo, se ci sembra impossibile che il bene che abbiamo voluto e con cui siamo sta-ti amati venga inghiottito dal buio e dal freddo, la Commemorazione dei defunti ci invita a desiderare la gloria e la pace di Dio anche per quelle persone: ci mette di fronte, sulle tombe dei nostri cari ricche di ricordi, al desiderio di risurrezione che ognuno di noi custodisce in sé.

Non dunque un vago rivivere, ma il rivedere, il riabbracciare, il toccare di nuovo anche il corpo di coloro che hanno incrociato la nostra vita e l’hanno resa bella: è la novità della fede cristiana, è il desiderio di “quello che non è stato ancora rivelato”: è l’attesa della nostra definitiva beatitudine.

 S. D.G

Qual è il tuo sguardo sulla situazione attuale?

C’è spazio per la speranza?

Quanto nutri il tuo desiderio di Risurrezione?

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Celebrazioni nel Cimitero urbano


1 novembre:
ore 15.00: Preghiera di suffragio e benedizione delle tombe


2 novembre:
ore 11.45: visita del Vescovo Renato e preghiera di suffragio
ore 15.00: Santo Rosario per i defunti

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Celebrazioni nelle Chiese di Feltre


1 novembre
Concattedrale ore 8.30
Santa Maria degli Angeli ore 9.45
Concattedrale ore 10.30: presiede il Vescovo Renato
Sacro Cuore ore 11.00
Sacro Cuore ore 17.00
Concattedrale ore 18.00
S. Maria degli Angeli ore 19.00

2 novembre
ore 7.00 Sacro Cuore
ore 8.00 Concattedrale
ore 10.30: Concattedrale. Presiede il Vescovo
ore 18.30: Sacro Cuore
ore 19.00: Santa Maria degli Angeli

613 precetti, tante quante erano ritenute le vene attraverso cui il sangue vivificava il corpo dell’uomo: un pio israelita, per esse-re gradito a Dio, doveva osservare questa selva di leggi, tutti considerati più o meno sullo stesso piano. Gesù opera una poderosa sintesi: basandosi sul libro del Deuteronomio, indica nell’amore di Dio il comandamento più grande della Legge.

Ricorda anche le modalità attraverso cui vivere l’amore, che già Dio aveva manifestato al suo popolo: ne è un esempio la squisita attenzione che chiude il brano dell’Esodo della liturgia odierna.

 Amare con tutto il cuore, con tutta la men-te, con tutte le forze rischia di diventare uno sforzo titanico, che considera più la nostra bravura e la nostra abilità che non il destinatario del nostro amore; e, dall’altro lato, amare solo il nostro prossimo può appiattirci su una vaga filantropia, benevola, ma non amorosa. La tensione viva che Gesù ci indica ci riporta alla concretezza della nostra quotidianità, lì dove possiamo rendere vero il nostro amore per Dio e dove possiamo coglierlo nei gesti di amore che diamo e riceviamo:

 Egli stesso, per dimostrarci il suo amore, si è fatto carne, uomo, ed ha voluto percorrere la strada della nostra precarietà, della nostra fragilità, dell’apparente inconsistenza dei piccoli atti.

Lo viviamo in questo tempo di pandemia: piccoli gesti di cura e di attenzione agli altri, ai più deboli, diventano l’occasione concreta per voler bene a Dio, per cercare di dimostrare agli altri che sono un tesoro prezioso per noi perché creati, voluti, amati da Lui.

Sarà Dio a purificare il nostro amore concreto dalla sua inevitabile parzialità, dai suoi idoli, dalle sue imperfezioni: sarà Lui a farci capaci di servire il Dio vivo e vero nella bellezza delle nostre relazioni, ogni nostro giorno, fino alla pienezza della comunione con Lui.

S. D. G.

Un aiuto per pregare

- Dove si vede nella tua vita il tuo amore per Dio?

- Quali aspetti fai più fatica ad amare negli altri?

Informazioni parrocchiali




Museo Diocesano

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Belluno-Feltre

Via Paradiso, 19 - FELTRE (BL)

Aperto venerdì, Sabato, Domenica

Info e orari sul sito
www.museodiocesanobellunofeltre.it

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