17 novembre

Terza giornata mondiale dei poveri

“La Speranza dei poveri non sarà mai delusa”

[…] Nella vicinanza ai poveri, la Chiesa scopre di essere un popolo che, sparso tra tante nazioni, ha la vocazione di non far sentire nessuno straniero o escluso, perché tutti coinvolge in un comune cammino di salvezza. La condizione dei poveri obbliga a non prendere alcuna distanza dal Corpo del Signore che soffre in loro. Siamo chiamati, piuttosto, a toccare la sua carne per comprometterci in prima persona in un servizio che è autentica evangelizzazione.

La promozione anche sociale dei poveri non è un impegno esterno all’annuncio del Vangelo, al contrario, manifesta il realismo della fede cristiana e la sua validità storica. L’amore che dà vita alla fede in Gesù non permette ai suoi discepoli di rinchiudersi in un individualismo asfissiante, nascosto in segmenti di intimità spirituale, senza alcun influsso sulla vita sociale.

[…] L’opzione per gli ultimi, per quelli che la società scarta e getta via è una scelta prioritaria che i discepoli di Cristo sono chiamati a perseguire per non tradire la credibilità della Chiesa e donare speranza fattiva a tanti indifesi. La carità cristiana trova in essi la sua verifica, perché chi compatisce le loro sofferenze con l’amore di Cristo riceve forza e conferisce vigore all’annuncio del Vangelo.

Nei cristiani deve accrescere l’attenzione piena che è dovuta ad ogni persona che si trova nel disagio. Questa attenzione d’amore è l’inizio di una vera preoccupazione per i poveri nella ricerca del loro vero bene. […].

È necessario un cambiamento di mentalità per riscoprire l’essenziale e dare corpo e incisività all’annuncio del regno di Dio.     (Dal Messaggio di Papa Francesco)

10 novembre

San Martino nostro Patrono

In tutta la nostra Diocesi di Belluno-Feltre il Santo di Tours è venerato e celebrato come Patrono il giorno della sua festa che cade l’11 novembre.

Alcune parrocchie della Diocesi ne portano il nome (Bes, Farra di Feltre, Fortogna, Rasai, Tignes, Valle di Cadore, Vigo di Cadore, Villapaiera). Molte chiese, dalla Cattedrale di Belluno fino a molte chiese parrocchiali o frazionali ne hanno il “titolo”.

La Diocesi di Belluno-Feltre lo ha avuto come patrono – insieme ai Santi Vittore e Corona – quando è stata costituita nell’anno 1986. La precedente Diocesi di Belluno aveva san Martino come patrono fin dal 586 secondo una antica tradizione dello storico Giorgio Piloni.

Negli anni c’è stato un segno significativo che manifestava, e ancora oggi manifesta il legame tra le Parrocchie e la Chiesa Madre, la Cattedrale: a turno sacerdoti e fedeli delle diverse Convergenze di Decanati e Foranie della Diocesi convergono in Cattedrale per la solenne santa Messa delle ore 10.00. Quest’anno è il turno della Convergenza Foraniale di Zoldo, di Longarone e dell’Alpago

Ogni anno però altri sacerdoti e fedeli convergono nella Cattedrale per la solenne celebrazione presieduta dal Vescovo.

Insieme ai Santi Vittore e Corona invochiamo la protezione di San Martino mentre lo contempliamo per la sua santità.

3 novembre

Dio cerca me, cerca te, cerca tutti

Zaccheo è una pecora perduta, amico degli occupanti romani, ladro, sfruttatore, ma non c’è professione, condizione sociale, non c’è peccato o crimine di alcun genere che possa cancellare dalla memoria o dal cuore di Dio uno solo dei suoi figli. La misericordia di Dio non dimentica nessun uomo, nessun peccatore che, magari inconsapevolmente, proprio come il pubblicano di cui parla il Vangelo, si arrampica sull’albero più alto per veder passare Gesù, sperando di riuscire a colmare la distanza che lo separa dal Signore.

L’UOMO CHE CERCA GESU’.

Impedito dall’avvicinarsi a Gesù, probabilmente a motivo della sua cattiva fama, ed essendo piccolo di statura, Zaccheo si arrampica su un albero, per poter vedere il Maestro che passa. Questo gesto esteriore, un po’ ridicolo, esprime però l’atto interiore dell’uomo che cerca di portarsi sopra la folla per avere un contatto con Gesù. Zaccheo stesso non sa il senso profondo del suo gesto; nemmeno osa sperare che possa essere superata la distanza che lo separa dal Signore; si rassegna a vederlo solo di passaggio. Ma Gesù, quando arriva vicino a quell’albero, lo chiama per nome: ”Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”. Quell’uomo piccolo di statura, respinto da tutti e distante da Gesù, è come perduto nell’anonimato; ma Gesù lo chiama, e quel nome ha un significato pieno di allusioni: Zaccheo infatti vuol dire “Dio ricorda”.

DIO NON DIMENTICA.

Dio non dimentica nessuno di quelli che ha creato; Egli è Padre, sempre in attesa di veder rinascere nel cuore del figlio il desiderio del ritorno a casa. E quando riconosce quel desiderio, anche semplicemente accennato, e tante volte quasi incosciente, subito gli è accanto, e con il suo perdono gli rende più lieve il cammino della conversione e del ritorno. Lui può cambiarci, può trasformare il nostro cuore di pietra in cuore di carne, può liberarci dall’egoismo e fare della nostra vita un dono d’amore.   (Papa Francesco)

27 ottobre

Ottobre: mese missionario

Battezzati e inviati

la Chiesa di Cristo in missione nel mondo

L’universale destinazione della salvezza offerta da Dio in Gesù Cristo condusse Benedetto XV ad esigere il superamento di ogni chiusura nazionalistica ed etnocentrica, di ogni commistione dell’annuncio del Vangelo con le potenze coloniali, con i loro interessi economici e militari.

Nella sua Lettera apostolica Maximum illud il Papa ricordava che l’universalità divina della missione della Chiesa esige l’uscita da un’appartenenza esclusivistica alla propria patria e alla propria etnia. L’apertura della cultura e della comunità alla novità salvifica di Gesù Cristo richiede il superamento di ogni indebita introversione etnica ed ecclesiale.

Anche oggi la Chiesa continua ad avere bisogno di uomini e donne che, in virtù del loro Battesimo, rispondono generosamente alla chiamata ad uscire dalla propria casa, dalla propria famiglia, dalla propria patria, dalla propria lingua, dalla propria Chiesa locale. Essi sono inviati alle genti, nel mondo non ancora trasfigurato dai Sacramenti di Gesù Cristo e della sua santa Chiesa. Annunciando la Parola di Dio, testimoniando il Vangelo e celebrando la vita dello Spirito chiamano a conversione, battezzano e offrono la salvezza cristiana nel rispetto della libertà personale di ognuno, in dialogo con le culture e le religioni dei popoli a cui sono inviati.

La missio ad gentes, sempre necessaria alla Chiesa, contribuisce così in maniera fondamentale al processo permanente di conversione di tutti i cristiani. La fede nella Pasqua di Gesù, l’invio ecclesiale battesimale, l’uscita geografica e culturale da sé e dalla propria casa, il bisogno di salvezza dal peccato e la liberazione dal male personale e sociale esigono la missione fino agli estremi confini della terra.

 (4° parte del Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Missionaria 2019)

 13 ottobre

Ottobre: mese missionario

Battezzati e inviati
la Chiesa di Cristo in missione nel mondo

 La Chiesa è in missione nel mondo:

la fede in Gesù Cristo ci dona la giusta dimensione di tutte le cose facendoci vedere il mondo con gli occhi e il cuore di Dio; la speranza ci apre agli orizzonti eterni della vita divina di cui veramente partecipiamo; la carità, che pregustiamo nei Sacramenti e nell’amore fraterno, ci spinge sino ai confini della terra.

Una Chiesa in uscita fino agli estremi confini richiede conversione missionaria costante e permanente. Quanti santi, quante donne e uomini di fede ci testimoniano, ci mostrano possibile e praticabile questa apertura illimitata, questa uscita misericordiosa come spinta urgente dell’amore e della sua logica intrinseca di dono, di sacrificio e di gratuità! Sia uomo di Dio chi predica Dio.

È un mandato che ci tocca da vicino: io sono sempre una missione; tu sei sempre una missione; ogni battezzata e battezzato è una missione. Chi ama si mette in movimento, è spinto fuori da sé stesso, è attratto e attrae, si dona all’altro e tesse relazioni che generano vita.

Nessuno è inutile e insignificante per l’amore di Dio. Ciascuno di noi è una missione nel mondo perché frutto dell’amore di Dio. Anche se mio padre e mia madre tradissero l’amore con la menzogna, l’odio e l’infedeltà, Dio non si sottrae mai al dono della vita, destinando ogni suo figlio, da sempre, alla sua vita divina ed eterna.

(2° parte del Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Missionaria 2019)

13 ottobre

Ottobre: mese missionario

Battezzati e inviati

la Chiesa di Cristo in missione nel mondo

La vita divina ed eterna ci viene comunicata nel Battesimo, che ci dona la fede in Gesù Cristo vincitore del peccato e della morte, ci rigenera ad immagine e somiglianza di Dio e ci inserisce nel corpo di Cristo che è la Chiesa.

In questo senso, il Battesimo è dunque veramente necessario per la salvezza perché ci garantisce che siamo figli e figlie, sempre e dovunque, mai orfani, stranieri o schiavi, nella casa del Padre. Ciò che nel cristiano è realtà sacramentale – il cui compimento è l’Eucaristia –, rimane vocazione e destino per ogni uomo e donna in attesa di conversione e di salvezza. Il Battesimo infatti è promessa realizzata del dono divino che rende l’essere umano figlio nel Figlio. Siamo figli dei nostri genitori naturali, ma nel Battesimo ci è data l’originaria paternità e la vera maternità: non può avere Dio come Padre chi non ha la Chiesa come madre.

Così, nella paternità di Dio e nella maternità della Chiesa si radica la nostra missione, perché nel Battesimo è insito l’invio espresso da Gesù nel mandato pasquale: come il Padre ha mandato me, anche io mando voi pieni di Spirito Santo per la riconciliazione del mondo.

Al cristiano compete questo invio, affinché a nessuno manchi l’annuncio della sua vocazione a figlio adottivo, la certezza della sua dignità personale e dell’intrinseco valore di ogni vita umana dal suo concepimento fino alla sua morte naturale.

(3° parte del Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Missionaria 2019)

6 ottobre

Ottobre: mese missionario

Battezzati e inviati
la Chiesa di Cristo in missione nel mondo

 

Cari fratelli e sorelle,

per il mese di ottobre del 2019 ho chiesto a tutta la Chiesa di vivere un tempo straordinario di missionarietà per commemorare il centenario della promulgazione della Lettera apostolica Maximum illud del Papa Benedetto XV (30 novembre 1919). La profetica lungimiranza della sua proposta apostolica mi ha confermato su quanto sia ancora oggi importante rinnovare l’impegno missionario della Chiesa, riqualificare in senso evangelico la sua missione di annunciare e di portare al mondo la salvezza di Gesù Cristo, morto e risorto.

Il titolo del presente messaggio è uguale al tema dell’Ottobre missionario: Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo.

Celebrare questo mese ci aiuterà in primo luogo a ritrovare il senso missionario della nostra adesione di fede a Gesù Cristo, fede gratuitamente ricevuta come dono nel Battesimo. La nostra appartenenza filiale a Dio non è mai un atto individuale ma sempre ecclesiale: dalla comunione con Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo, nasce una vita nuova insieme a tanti altri fratelli e sorelle. E questa vita divina non è un prodotto da vendere – noi non facciamo proselitismo – ma una ricchezza da donare, da comunicare, da annunciare: ecco il senso della missione. Gratuitamente abbiamo ricevuto questo dono e gratuitamente lo condividiamo (cfr Mt 10,8), senza escludere nessuno. Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi arrivando alla conoscenza della verità e all’esperienza della sua misericordia grazie alla Chiesa, sacramento universale della salvezza.

(1° parte del Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Missionaria 2019)

Bollettino parrocchiale


Museo Diocesano

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Via Paradiso, 19 - FELTRE (BL)

Aperto il Venerdì, Sabato, Domenica,

dalle ore 9.30 alle 13.00

e dalle ore 14.30 alle 19.00

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