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Guarigione degli occhi...

 Carissimi tutti, il tempo sta scorrendo, nel silenzio delle nostre vie e delle nostre piazze, ma anche nel silenzio al quale siamo costretti. Thomas Merton, nel suo celebre libro Nessun uomo è un’isola, ci suggerisce di dedicare «un tempo della giornata in cui chi deve parlare sta in assoluto silenzio e la sua mente non formula più proposizioni ed gli si chiede: avevano esse un significato?». Abbiamo tutto il tempo di ripensare alla nostra vita e allo stile che ci eravamo dati: è proprio tutto da salvare in vista del futuro? Continua Merton: «Nel silenzio impariamo a fare distinzioni. Chi fugge il silenzio fugge le distinzioni; non desidera vedere troppo chiaro, preferisce la confusione» (pg. 266).

Ci sono tante distinzioni che stiamo facendo in noi. Siamo tutti più guardinghi, molte relazioni si stanno allentando. Forse sta emergendo anche il carattere di molti di noi: sperimentiamo personalismi, qualche ripicca, nervosismo, perfino egoismo. Nelle prove, soprattutto quando esse si prolungano, emerge anche la nostra personale verità.

La tensione poi spinge a cercare continuamente colpevoli: o in terra o in cielo. Essa porta, ovunque si rivolga, all’indurimento dei cuori. Romano Guardini ebbe a scrivere: «L’indurimento dei cuori abbandonati a se stessi, ripiegati su se stessi, si oppose come un muro alla potenza del Suo amore redentore e non lo lasciò passare».

Purtroppo è una storia che si ripete: nel momento di ristrettezza il nostro cuore o si apre o si chiude. Si chiude ripiegandosi su tante fragilità personali, riversando all’esterno rabbia e frustrazione e, con motivi più o meno condivisibili. Riempiamo perfino i social con post che parlano chiaro del nostro stato d’animo o si trovano rimproveri a chi invita alla preghiera.

L’alternativa è quella dei discepoli, sulle orme di Gesù: farsi empatici, aprirci all’ascolto della sofferenza o della gioia altrui, con vera compassione, saper trovare una realistica lettura della realtà che è sempre aperta alla speranza.

Concludo la citazione iniziata prima: «La volontà di redenzione di Gesù si infranse contro la durezza dei cuori [... ] ma è necessario che l’amore del Salvatore, la sua luce, la Sua vita attraversino le tenebre» così come hanno attraversato le tenebre delle quali era prigioniero il cieco nato, protagonista del Vangelo di questa domenica.

E' una pagina incredibile, sempre attuale: ci affidiamo all’omelia del nostro Vescovo Renato riportata in altra parte del sito delle nostre parrocchie.

La buona notizia della nostra fede cristiana ci ricorda che non siamo abbandonati, non siamo lasciati in balìa di forze che per quanto microscopiche, ci stanno condizionando così a fondo. Allora rendiamo questo tempo di forzata solitudine in «luogo di conversione: il luogo dove il vecchio io muore, il luogo dove si verifica la comparsa del nuovo uomo e della nuova donna» (H.J-Nowen, “Silenzio. solitudine, preghiera”, pg. 29)

Il vostro parroco
don Angelo

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Museo Diocesano

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Belluno-Feltre

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Aperto venerdì, Sabato, Domenica

Info e orari sul sito
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