Rassegna stampa


   

Il Patronato vive!

Per sostenere le attività del Patronato per le famiglie, il dopo-scuola, l'accoglienza dei gruppi e delle associazioni, le attività caritative e di di integrazione, si può dare un contributo sul c/c IT 19 U 02008 61111 000004530634, oppure direttamente al Parroco e/o ai Padri Canossiani - causale "Per le attività del Patronato"

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 1° gennaio: Maria Santissima, madre di Dio

Inizia l’anno …

 Inizia l'anno e, per grazia, siamo subito raggiunti da un augurio e da una benedizione: "Ti benedica il Signore e ti protegga. [...] Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace". Sì, il Signore ci conceda la pace per intercessione di Maria che oggi celebriamo come Madre di Dio. "Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta" (Così recita la preghiera mariana forse più antica, III sec).

Inizia l'anno dinanzi al volto di una giovane donna che ha partorito nella verginità. La scena del Vangelo mostra un episodio della vita di una famiglia ebrea, ma molti elementi sono inusuali. È una famiglia povera, i visitatori sono semplici pastori, la culla è una umile mangiatoia. Inaudito è il protagonista: quel piccolo neonato è il Figlio di Dio, il Salvatore del mondo, l'atteso dalle genti.

Torniamo ancora dinanzi a quella giovane madre: definita solennemente dalla Chiesa universale “Theotokos”, Madre di Dio e, per questo, anche madre nostra. Se è doloroso vivere senza un padre, lo è di più senza madre. Grazie al sì di Maria, il Figlio ci ridona la figliolanza divina: attraverso la Madre, ritroviamo anche il Padre. Si ricompone così la famiglia umana lacerata fin dall'inizio della storia da ogni egoismo, sopraffazione, violenza, guerra. Sarà anche per questo che il primo giorno dell'anno è da tempo dedicato anche alla pace.

La giornata mondiale della pace messa in cima a tutti i giorni dell'anno, perché ogni giorno - ogni tempo - sia giorno e tempo di pace.  (don A. Sceppacerca)

Natale

 

“Gloria a Dio

nel più alto dei cieli

e pace in terra

agli uomini che egli ama"

 (Lc. 2,14)

 

Dio ti dona la serenità
per affrontare la vita,

Dio ti dona la speranza
per superare le avversità,

Dio ti dona l'amore
per rendere la vita meravigliosa

Dio ti dona se stesso per donarti tutto.

 

Buon Natale nel Signore

25 dicembre: Natale del Signore

Prenderci cura di Dio

A Natale non celebria­mo un ricordo, ma una profezia. Natale non è una festa sentimenta­le, ma il giudizio sul mondo e il nuovo ordinamento di tutte le cose. Quella notte il senso della storia ha imboc­cato un'altra direzione: Dio verso l'uomo, il grande verso il piccolo, dal cielo verso il basso, da una città verso una grotta, dal tempio a un cam­po di pastori. La storia rico­mincia dagli ultimi.

Mentre a Roma si decidono le sorti del mondo e le Legioni mantengono la pace con la spada, in questo mec­canismo perfettamente olia­to cade un granello di sab­bia: nasce un bambino, suf­ficiente a mutare la direzio­ne della storia.

Lì Maria “diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una man­giatoia”. La stalla e la mangiatoia sono un “no” ai modelli mondani, un “no” alla fame di potere, un no al “così van­no le cose”. Dio entra nel mondo dal punto più basso perché nessuna creatura sia più in basso, nessuno non raggiunto dal suo abbraccio che salva.

Natale è il più grande atto di fede di Dio nell'umanità; Lui af­fida il Figlio alle mani di una ragazza inesperta e genero­sa, ha fede in lei, come in Giuseppe, suo sposo e custode. Maria e Giuseppe si prendono cura del neonato, lo nutrono di latte, di carezze e di sogni. Lo fanno vivere con il loro abbraccio.

Allo stesso modo, nell'incar­nazione mai conclusa del Verbo, Dio vivrà sulla nostra terra solo se noi ci prendia­mo cura di lui, come una ma­dre, come un padre, ogni giorno. Ricominciando dagli ultimi.   (padre Ermes Ronchi)

18 dicembre: Quarta Domenica di Avvento

Il Signore rende più grande il cuore

Prima che andassero a vivere insieme (passava un anno tra il matrimonio e la convivenza) Maria si trovò in­cinta. Sorpresa assoluta della creatura che arriva a concepire l'inconcepibile, il pro­prio Creatore. Qualcosa che però strazia il cuore di Giu­seppe, che si sente tradito, con i progetti di vita andati in frantumi. E l'uomo giusto, entra in crisi: non volendo accusarla pub­blicamente (denunciare Maria come a­dultera e farla lapidare) pensò di ripudiar­la in segreto.

Giuseppe non si dà pace, è in­namorato, continua a pensare a lei, a so­gnarla di notte. Un conflitto emotivo e spi­rituale: da un lato l'osservanza della legge e dall'al­tro il suo amore. Ma basta che la corazza della legge venga appena scalfita dall'a­more, che lo Spirito irrompe e agisce. Così, men­tre stava considerando queste cose ecco che in sogno un angelo, che poi è Dio stesso, gli parla... Giuseppe, mani indurite dal lavo­ro e cuore intenerito e ferito, ci ricorda che l'uomo giusto ha gli stessi sogni di Dio.

Dio gli di­ce: Non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Non temere, la parola preferita con cui Dio apre il dialogo con l'uomo. Non temere, Dio interviene sempre in favore della vita. Ella darà alla luce un figlio e tu Lo chia­merai Gesù! Egli salverà il popolo.

Giuseppe prese con sé la sua sposa. Maria lascia la casa del “Sì” detto a Dio e va nella casa del “Sì” detto al suo uomo, ci va da donna inna­morata. Povera di tutto, Dio non ha volu­to che Maria fosse povera d'amore. Dio si è fatto uomo, e più gli uomini cre­sceranno in umanità, più scopriranno la divinità che ha messo la sua tenda in cia­scuno di noi.                   

Per la chiusura dell’Anno giubilare della Misericordia, Papa Francesco ha scritto una “Lettera Apostolica” per suggerirci come continuare il cammino di fede e di carità nella Misericordia di Dio (vedi il Sito www.vatican.va)In queste settimane di Avvento vengono qui riportati alcuni brani della Lettera che ci possono aiutare a celebrare bene l’Avvento per prepararci al Natale del Signore.

FRANCESCO

a quanti leggeranno questa Lettera Apostolica

misericordia e pace

             […] In un momento particolare come il nostro, che tra tante crisi vede anche quella della famiglia, è importante che giunga una parola di forza consolatrice alle nostre famiglie. Il dono del matrimonio è una grande vocazione a cui, con la grazia di Cristo, corrispondere nell’amore generoso, fedele e paziente. La bellezza della famiglia permane immutata, nonostante tante oscurità e proposte alternative: «La gioia dell’amore che si vive nelle famiglie è anche il giubilo della Chiesa».

             Il sentiero della vita che porta un uomo e una donna a incontrarsi, amarsi, e davanti a Dio a promettersi fedeltà per sempre, è spesso interrotto da sofferenza, tradimento e solitudine. La gioia per il dono dei figli non è immune dalle preoccupazioni dei genitori riguardo alla loro crescita e formazione, riguardo a un futuro degno di essere vissuto intensamente.

             La grazia del Sacramento del Matrimonio non solo fortifica la famiglia perché sia luogo privilegiato in cui vivere la misericordia, ma impegna la comunità cristiana, e tutta l’azione pastorale, a far emergere il grande valore propositivo della famiglia. […]

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In questa quarta settimana di Avvento, mentre prepariamo la Festa, troviamo il tempo per curare i rapporti con i nostri familiari e parenti, così che l’augurio “Buon Natale” non arrivi e scompaia come una meteora, ma sia davvero portatore di bene e di speranza.

Per la chiusura dell’Anno giubilare della Misericordia, Papa Francesco ha scritto una “Lettera Apostolica” per suggerirci come continuare il cammino di fede e di carità nella Misericordia di Dio (vedi il Sito www.vatican.va).

In queste settimane di Avvento vengono qui riportati alcuni brani della Lettera che ci possono aiutare a celebrare bene l’Avvento per prepararci al Natale del Signore.

FRANCESCO

a quanti leggeranno questa Lettera Apostolica

misericordia e pace

             […] Durante l’Anno Santo, specialmente nei “venerdì della misericordia”, ho potuto toccare con mano quanto bene è presente nel mondo. Spesso non è conosciuto perché si realizza quotidianamente in maniera discreta e silenziosa. Anche se non fanno notizia, esistono tuttavia tanti segni concreti di bontà e di tenerezza rivolti ai più piccoli e indifesi, ai più soli e abbandonati. Esistono davvero dei protagonisti della carità che non fanno mancare la solidarietà ai più poveri e infelici. Ringraziamo il Signore per questi doni preziosi che invitano a scoprire la gioia del farsi prossimo davanti alla debolezza dell’umanità ferita. […]

             Tanti segni concreti di misericordia sono stati realizzati durante questo Anno Santo. Comunità, famiglie e singoli credenti hanno riscoperto la gioia della condivisione e la bellezza della solidarietà. Eppure non basta. Il mondo continua a generare nuove forme di povertà spirituale e materiale che attentano alla dignità delle persone. È per questo che la Chiesa dev’essere sempre vigile e pronta per individuare nuove opere di misericordia e attuarle con generosità ed entusiasmo.

             Poniamo, dunque, ogni sforzo per dare forme concrete alla carità e al tempo stesso intelligenza alle opere di misericordia. Quest’ultima possiede un’azione inclusiva, per questo tende ad allargarsi a macchia d’olio e non conosce limiti. E in questo senso siamo chiamati a dare volto nuovo alle opere di misericordia che conosciamo da sempre. La misericordia, infatti, eccede; va sempre oltre, è feconda. È come il lievito che fa fermentare la pasta e come un granello di senape che diventa un albero.

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In questa terza settimana di Avvento, quando andiamo a fare la spesa, prendiamo qualcosa in più (zucchero, scatolette di tonno, una bottiglia di olio, ….) da portare in Chiesa dove davanti all’altare dove c’è un cesto per la raccolta.

Renderemo più bello il Natale di tante famiglie in difficoltà.

Bollettino parrocchiale


A.C.R. Azione Cattolica Ragazzi

TUTTI I SABATI
POMERIGGIO

ore 14.30 - 16.30

presso il Patronato
Canossiani
al Sacro Cuore

in via Belluno

 Per informazioni:        

-  Alba 339 159 1654     

-   Maria 338 248 9319

Attività in Patronato

Patronato dei Padri Canossiani

Proposte per ragazzi/e
dai 6 ai 13 anni

  dalle ore 14 alle 17 Per Giocare, fare tante Attività in Amicizia

Il Dopo-scuola CompitInsieme” per bambini e ragazzi dalla 2° 
  elem. alla 3° media - 
dalle ore 14.30 alle 17.00

  Padri Canossiani:     tel. 0439.89749  e-mail: canossifeltre@virgilio.it

 Si inizia lunedì 22 ottobre

LE PROPOSTE PER RAGAZZI/E  6 – 13 anni

 

Museo Diocesano

Museo Diocesano

Via Paradiso, 19 - FELTRE (BL)

Aperto il Venerdì, Sabato, Domenica,

dalle ore 9.30 alle 13.00

e dalle ore 14.30 alle 19.00

www.museodiocesanobellunofeltre.it