GREST 2019

 

FELTRE

GREST

2019

da lunedì 10

a venerdì 28

giugno 2019

dalle 14.30 alle 18.00

dai 7 ai 14 anni

presso il Patronato

di via Belluno 27

Termine iscrizioni:

31 maggio 2019

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Rassegna stampa


   

Il Patronato vive!

Per sostenere le attività del Patronato per le famiglie, il dopo-scuola, l'accoglienza dei gruppi e delle associazioni, le attività caritative e di di integrazione, si può dare un contributo sul c/c IT 19 U 02008 61111 000004530634, oppure direttamente al Parroco e/o ai Padri Canossiani - causale "Per le attività del Patronato"

Contatori visite gratuiti

Si informano i fedeli che a partire dal 1 gennaio 2017 gli orari delle Sante Messe feriali e festive nelle chiese del Duomo, Sacro Cuore, Santa Maria degli Angeli e San Giacomo subiranno delle variazioni.

Per la chiusura dell’Anno giubilare della Misericordia, Papa Francesco ha scritto una “Lettera Apostolica” per suggerirci come continuare il cammino di fede e di carità nella Misericordia di Dio (vedi il Sito www.vatican.va).

In queste settimane di Avvento vengono qui riportati alcuni brani della Lettera che ci possono aiutare a celebrare bene l’Avvento per prepararci al Natale del Signore.

FRANCESCO

A QUANTI LEGGERANNO QUESTA LETTERA APOSTOLICA
MISERICORDIA E PACE

  Misericordia et misera sono le due parole che sant’Agostino utilizza per raccontare l’incontro tra Gesù e l’adultera (cfr Gv 8,1-11). […]

Una donna e Gesù si sono incontrati. Lei, adultera e, secondo la Legge, giudicata passibile di lapidazione; Lui, che con la sua predicazione e il dono totale di sé, che lo porterà alla croce, ha riportato la legge mosaica al suo genuino intento originario. Al centro non c’è la legge e la giustizia legale, ma l’amore di Dio, che sa leggere nel cuore di ogni persona, per comprenderne il desiderio più nascosto, e che deve avere il primato su tutto. […]

 Gesù ha guardato negli occhi quella donna e ha letto nel suo cuore: vi ha trovato il desiderio di essere capita, perdonata e liberata. La miseria del peccato è stata rivestita dalla misericordia dell’amore. Nessun giudizio da parte di Gesù che non fosse segnato dalla pietà e dalla compassione per la condizione della peccatrice.

 A chi voleva giudicarla e condannarla a morte, Gesù risponde con un lungo silenzio, che vuole lasciar emergere la voce di Dio nelle coscienze, sia della donna sia dei suoi accusatori. I quali lasciano cadere le pietre dalle mani e se ne vanno ad uno ad uno (cfr Gv 8,9). E dopo quel silenzio, Gesù dice: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata? … Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più» (vv. 10-11). In questo modo la aiuta a guardare al futuro con speranza e ad essere pronta a rimettere in moto la sua vita; d’ora in avanti, se lo vorrà, potrà “camminare nella carità” (cfr Ef 5,2).

 Una volta che si è rivestiti della misericordia, anche se permane la condizione di debolezza per il peccato, essa è sovrastata dall’amore che permette di guardare oltre e vivere diversamente.

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In questa Prima Settimana di Avvento, proviamo a vigilare sui nostri pensieri e le nostre parole evitando il più possibile giudizi sulle persone, critiche e lamentele non costruttive, parole offensive, ……

 “Tra voi vi siano solo parole buone che possano servire per la necessaria edificazione, giovando a quelli che ascoltano” (cfr. Ef. 4,29)

 

27 novembre: Prima Domenica di Avvento

E' avvento, tempo di essere attenti

Avvento è il tempo magnifico che sta tra il gemito delle creature e la venuta di Signore, lunga ora tra le do­glie e il parto. Tempo per guardare in alto e più lonta­no, per essere attenti a ciò che sta accadendo. Noi sia­mo così distratti, che non riusciamo a gustare i giorni e i mille doni. Per questo non siamo felici, perché siamo distratti.

I giorni di Noè: mangiavano e bevevano gli uomini in quei giorni, prendevano moglie e marito. Ma che face­vano di male? Niente, era­no solo impegnati a vivere. Ma a vivere senza mistero, in una quotidianità opaca: e non si accorsero di nulla. È possibile vivere così, senza sapere perché, senza accor­gersi neppure di chi ti sfio­ra nella tua casa, di chi ti ri­volge la parola, di questo pia­neta depredato, dei germo­gli che nascono. Non ci accorgiamo che questa affan­nosa ricerca di sempre più benessere sta generando un rischio di morte per l'intero pianeta. Un altro diluvio.

Il tempo dell'Avvento è un tempo per svegliarci, per ac­corgerci. Il tempo dell'at­tenzione. Attenzione è ren­dere profondo ogni mo­mento.

 Due uomini saranno nel campo, uno verrà portato via e uno lasciato. Non è dell'angelo della morte che parla il Vangelo, ma di due modi diversi di vivere nel campo della vita: uno vive affacciandosi sull'infinito, uno è chiuso solo dentro la sua pelle; u­no è chino solo sul suo piat­to, uno è generoso con gli altri di pane e di amore.

 Tra questi due uno è pronto all'incontro con il Signore, quello che ascolta, che vive attento, l'al­tro non si accorge di nulla.      (padre Ermes Ronchi)

20 novembre: SOLENNITA' DI CRISTO RE DELL’UNIVERSO

Un re che si dona, che muore amando

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».    (cfr. Lc 23,35-43)

Sta morendo e lo derido­no tutti, lo prendono in giro: «guardatelo, il re!» Sono scandalizzati i devoti, gli uomini religiosi: ma che Dio è questo che lascia morire il suo eletto? Si scandalizzano i sol­dati, gli uomini forti: se sei il re usa la forza! «Salva, salva, salva te stesso!» per tre volte.

 C'è forse qualcosa che vale più di aver salva la vita? Sì. Qualcosa vale di più: l'amore vale più della vita. E Gesù appare un re giustiziato, ma non vinto; un re con una de­risoria corona di spine che muore ostinatamente aman­do; un re che noi possiamo ri­fiutare, ma che non potrà mai più rifiutare noi.

E gli si accostavano per dargli da bere aceto. Il vino nella Bib­bia è il simbolo dell'amore, l'aceto è il suo contrario, il simbolo dell'odio. Tutti odia­no quell'uomo, lo rigettano. Di che cosa hanno bisogno questi che uccidono e deri­dono e odiano il loro re? Di u­na condanna definitiva, del­la pena di morte? No, hanno bisogno di un supplemento d'amore.

E Dio si mette in gio­co, si gioca il tutto per tutto per conquistare l'uomo, anche quello dalla vita sba­gliata, che però sa aggrappar­si al crocifisso amore: è que­sta la Buona Notizia di Gesù Cristo.    (padre Ermes Ronchi)

 6 novembre: 32^ Domenica del Tempo Ordinario

E' l’amore che vince la morte

Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui.    (cfr. Lc 20,27-38)

La storiella paradossale di una donna, sette volte ve­dova e mai madre, è adoperata dai sadducei come caricatura della fede nella risurrezione dei morti: di quale dei sette fratelli che l'hanno sposata sarà moglie quella donna nella vita eterna?

Per loro la sola eternità possibile sta nella generazione di figli, nella discenden­za. Gesù, come è solito fare quando lo si vuole imprigio­nare in questioni di corto respiro, rompe l'accerchia­mento, dilata l'orizzonte e rivela che non una modesta eternità biologica è inscritta nell'uomo ma l'eternità stes­sa di Dio.

Quelli che risorgono non prendono moglie né marito, dice Gesù, non per dichiarare la fine degli affet­ti. Quelli che risorgono non si sposano, ma danno e ri­cevono amore ancora, finalmente capaci di amare bene, per sempre. Perché amare è la pienezza dell'uomo e di Dio. Perché ciò che nel mondo è valore non sarà mai di­strutto. Ogni amore vero si aggiungerà agli altri nostri a­mori, senza gelosie e senza esclusioni, portando non li­miti o rimpianti, ma una impensata capacità di intensità e di profondità.

La risurrezione non cancella il corpo, non cancella l'u­manità, non cancella l’amore. Dio non fa morire nulla dell'uomo. Lo trasforma con il suo amore e fa diventare noi finalmente capaci di amare.   (padre Ermes Ronchi)

13 novembre: 33^ Domenica del Tempo Ordinario

Vincere il male con la perseveranza

Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, … e uccideranno alcuni di voi ... ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.  (cfr. Lc 21,5-19)

Questo brano del Vangelo non racconta la fine del mondo, ma il significato, il mistero del mondo; Vange­lo dell'oggi ma anche del do­mani, del domani che si pre­para nell'oggi. Se lo leggiamo attentamente notiamo che ad ogni descri­zione di dolore, segue un punto di rottura dove tutto cambia, un tornante che apre l'orizzonte, la breccia della speranza: non è la fine, alza­te il capo, la vostra liberazio­ne è vicina.

Al di là di profeti ingannato­ri, anche se l'odio sarà do­vunque, ecco che “nem­meno un capello del vostro ca­po andrà perduto”. Nel caos della storia lo sguardo del Signore è fisso su di me, come custode innamo­rato.

Così, il Vangelo ci conduce sul cri­nale della storia: da un lato il versante oscuro della violen­za, il cuore di tenebra che di­strugge; dall'altro il versante della tenerezza che salva. In questa lotta contro il male, presente nella storia e nella natura, “con la vostra perseveranza salverete la vo­stra vita”.

La vita si salva con la perseveranza. Non nel di­simpegno, nel chiamarsi fuo­ri, ma nel tenace, umile, quo­tidiano lavoro che si prende cura della terra e delle sue fe­rite, degli uomini e delle loro lacrime. Anche quando tutto il lottare contro il male sembra senza esito, io non mi arren­do, perché so che il filo rosso della storia è saldo nelle ma­ni di Dio.   (padre Ermes Ronchi)

30 ottobre: 31^ Domenica del Tempo Ordinario

Lo sguardo di Gesù libera l’uomo

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, cercava di vedere chi era Gesù ...             (cfr. Lc 19,1-10) 

Zaccheo ha un handi­cap (la bassa statura) e un desiderio (vedere Gesù) e a questo conflitto tra due forze che potrebbero an­nullarsi, risponde con creati­vità e coraggio, diventando fi­gura di tutti coloro che, anzi­ché chiudersi nei loro limiti e arrendersi, cercano soluzioni, inventano alternative senza timore di apparire diversi. Nella vita avanza solo chi agi­sce mosso dal desiderio e non dalla paura.

“Allora corse avanti e salì su di un albero”. Correre, sotto l'ur­genza del richiamo di cose lontane, seguendo il vento del desiderio che gonfia le vele. A­vanti, verso il proprio ogget­to d'amore, verso un Dio che viene non dal passato, ma dal­l'avvenire. Sull'albero, in alto, come per leggere se stesso e tutto ciò che accade da un punto di vista più alto.

 “Gesù passando alzò lo sguar­do”. Lo sguardo di Gesù è il so­lo che non si posa mai per pri­ma cosa sui peccati di una persona, ma sempre sulla sua povertà, su ciò che ancora manca ad una vita piena. La sua parola è la sola che non porta ingiunzioni, ma inter­pella la parte migliore di cia­scuno, che nessun peccato ar­riverà mai a cancellare.

 Zac­cheo cerca di vedere Gesù e scopre che Gesù cerca di ve­dere lui. Il cercatore si accorge di essere cercato, l'amante scopre di essere amato, ed è subito festa: “Oggi devo fermarmi a casa tua”.  (padre Ermes Ronchi)

Bollettino parrocchiale


A.C.R. Azione Cattolica Ragazzi

TUTTI I SABATI
POMERIGGIO

ore 14.30 - 16.30

presso il Patronato
Canossiani
al Sacro Cuore

in via Belluno

 Per informazioni:        

-  Alba 339 159 1654     

-   Maria 338 248 9319

Attività in Patronato

Patronato dei Padri Canossiani

Proposte per ragazzi/e
dai 6 ai 13 anni

  dalle ore 14 alle 17 Per Giocare, fare tante Attività in Amicizia

Il Dopo-scuola CompitInsieme” per bambini e ragazzi dalla 2° 
  elem. alla 3° media - 
dalle ore 14.30 alle 17.00

  Padri Canossiani:     tel. 0439.89749  e-mail: canossifeltre@virgilio.it

 Si inizia lunedì 22 ottobre

LE PROPOSTE PER RAGAZZI/E  6 – 13 anni

 

Museo Diocesano

Museo Diocesano

Via Paradiso, 19 - FELTRE (BL)

Aperto il Venerdì, Sabato, Domenica,

dalle ore 9.30 alle 13.00

e dalle ore 14.30 alle 19.00

www.museodiocesanobellunofeltre.it