Rassegna stampa


   

Il Patronato vive!

Per sostenere le attività del Patronato per le famiglie, il dopo-scuola, l'accoglienza dei gruppi e delle associazioni, le attività caritative e di di integrazione, si può dare un contributo sul c/c IT 19 U 02008 61111 000004530634, oppure direttamente al Parroco e/o ai Padri Canossiani - causale "Per le attività del Patronato"

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 24 aprile: quinta Domenica di Pasqua

il “comandamento nuovo” in famiglia

 “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Gv 13,34)

In molti casi, amare nel nome di Cristo significa riscoprire la propria famiglia, e risorgere con Lui potrà implicare la risurrezione di rapporti perduti: un padre che ritrova la relazione con il figlio, dopo un’esperienza di chiusura e conflitto, una figlia che ricomincia a parlare con la madre, un matrimonio che ritrova slancio dopo anni di logoramento, rapporti tra fratelli o sorelle che ritrovano linfa vitale, ma anche altre relazioni di parentela interrotta che si riallacciano.

Non ci sono particolari costrizioni sociali che impongano una simile riscoperta dei legami (semmai è il contrario): proprio per questo si può trattare di un’esperienza di libertà. Ci potrà essere anche l’esperienza di rapporti che sembrano irrimediabilmente deteriorati; per molte coppie l’esperienza di un fallimento senza possibilità di ricuciture; ma anche nei casi più difficili il comandamento di Gesù porta a scoprire vie nuove, almeno per non lasciarsi divorare dal rancore, per non cadere nell’odio.

Certamente, Gesù è anche colui che può chiamare alcuni ad allontanarsi dalla famiglia: «Se uno viene a me e non mi ama più di suo padre, sua madre …. non può essere mio discepolo» (Lc 14,26). Ma chi è diventato discepolo di Gesù, lasciando tutto dietro di sé, è invitato a riscoprire tutta la ricchezza della carità: compresa quella verso la propria famiglia.

 17 aprile: quarta Domenica di Pasqua

Ricchi di Misericordia … Ricchi di Grazie

 Cari fratelli e sorelle, come vorrei che, nel corso del Giubileo Straordinario della Misericordia, tutti i battezzati potessero sperimentare la gioia di appartenere alla Chiesa! E potessero riscoprire che la vocazione cristiana, così come le vocazioni particolari, nascono in seno al popolo di Dio e sono doni della divina misericordia. La Chiesa è la casa della misericordia, ed è la “terra” dove la vocazione germoglia, cresce e porta frutto …

 Padre di misericordia, che hai donato il tuo Figlio

per la nostra salvezza e sempre ci sostieni con i doni del tuo Spirito, concedici comunità cristiane vive, ferventi e gioiose,

che siano fonti di vita fraterna e suscitino fra i giovani il desiderio

di consacrarsi a Te e all’evangelizzazione.

Sostienile nel loro impegno di proporre una adeguata catechesi vocazionale e cammini di speciale consacrazione.

Dona sapienza per il necessario discernimento vocazionale,

così che in tutto risplenda la grandezza

del tuo amore misericordioso.

Maria, Madre ed educatrice di Gesù,

interceda per ogni comunità cristiana,

affinché, resa feconda dallo Spirito Santo,

sia fonte di genuine vocazioni al servizio del popolo santo di Dio.

10 aprile: Terza Domenica di Pasqua

Mi ami tu?

L’amore gratuito e gioioso, testimoniato da una intera comunità, è il vertice della testimonianza e della responsabilità cristiana. Conviene dunque partire dalle parole di Gesù per farsi un vero e proprio esame di coscienza, diverso da una semplice verifica dell’efficienza, della produttività, dei risultati effettivi. La domanda non è esclusiva di Gesù: anche la sposa e lo sposo si chiedono, reciprocamente, “Mi ami davvero?”. Anche i figli ai genitori, i genitori ai figli, gli amici, i fratelli di fede… in ultima analisi chiedono solamente questo: “Mi ami?”. Anche i poveri (i veri poveri) non chiedono tanto denaro, aiuto, sostegno a basso prezzo, ma chiedono la vera carità, che nasce non solo da un vago sentimentalismo, ma dalla tensione verso il bene e la promozione della persona. Mi ami tu? Mi ami davvero?

Potremo rispondere solo se, come Pietro, manteniamo vivo il rapporto con Gesù Risorto, vera fonte della carità: «Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Decisivo dunque non è quanto noi ci riteniamo o sappiamo di essere capaci di amare; ma il restare in relazione, l’affidarsi alla conoscenza di Dio. Si esce così da una prospettiva autocentrica, in cui l’individuo è protagonista del suo proprio amore, che viene, per così dire, imposto agli altri, alla società, alla persona amata… e si entra nel circolo virtuoso: ci scopriamo amati da Dio, e da lui chiamati ad amare; scopriamo l’amore del Padre nel volto del Figlio, e in lui rileggiamo la vocazione personale ad un amore unico.

Dopo un intenso periodo di manutenzione, il sito web della Parrocchia del Duomo di Feltre è nuovamente online! Ci scusiamo per il disagio di queste settimane. Buona navigazione!

3 aprile: Seconda Domenica di Pasqua

La comunità cristiana e il perdono

L’annuncio del perdono è possibile solo a partire dalla Risurrezione. Senza risurrezione infatti ci sarebbe solamente una colpa imperdonabile, un peccato non cancellabile. Senza risurrezione sarebbe possibile soltanto la vendetta e la punizione.

Noi invece che crediamo nella risurrezione, possiamo essere testimoni di riconciliazione e di perdono: non nel senso di una indifferenza indiscriminata verso il peccato, ma attraverso l’annuncio della possibilità di essere uniti al Crocifisso-Risorto, per rinascere con lui.

«A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati» (Gv 20,23). Non si tratta di una restrizione, ma appunto della serietà della missione della Chiesa. Il perdono offerto da Cristo chiede di essere accolto, non sciupato.

Dall’incontro settimanale con il Risorto, deriva la testimonianza dei credenti, che non va identificata con un annuncio solo parlato. Nel Vangelo appare evidente che solo la presenza del Risorto genera una testimonianza autentica: ma non si tratta unicamente di un qualcosa da “dire” o da “annunciare in pubblico”. I testi biblici inseriti nella liturgia mostrano una pluralità di azioni che, prese insieme, costituiscono la testimonianza. Tra queste azioni c’è il conferimento del perdono e la reciproca accoglienza fraterna.

Bollettino parrocchiale


A.C.R. Azione Cattolica Ragazzi

TUTTI I SABATI
POMERIGGIO

ore 14.30 - 16.30

presso il Patronato
Canossiani
al Sacro Cuore

in via Belluno

 Per informazioni:        

-  Alba 339 159 1654     

-   Maria 338 248 9319

Attività in Patronato

Patronato dei Padri Canossiani

Proposte per ragazzi/e
dai 6 ai 13 anni

  dalle ore 14 alle 17 Per Giocare, fare tante Attività in Amicizia

Il Dopo-scuola CompitInsieme” per bambini e ragazzi dalla 2° 
  elem. alla 3° media - 
dalle ore 14.30 alle 17.00

  Padri Canossiani:     tel. 0439.89749  e-mail: canossifeltre@virgilio.it

 Si inizia lunedì 22 ottobre

LE PROPOSTE PER RAGAZZI/E  6 – 13 anni

 

Museo Diocesano

Museo Diocesano

Via Paradiso, 19 - FELTRE (BL)

Aperto il Venerdì, Sabato, Domenica,

dalle ore 9.30 alle 13.00

e dalle ore 14.30 alle 19.00

www.museodiocesanobellunofeltre.it