Abbonamento a L'Amico del Popolo

Chi desidera rinnovare o fare un nuovo abbonamento a "L'Amico del Popolo" può rivolgersi anche presso le Canoniche del Duomo e del Sacro Cuore.
www.amicodelpopolo.it

Rassegna stampa


   

Contatori visite gratuiti

 24 luglio: 17^ Domenica del Tempo Ordinario

Dio esaudisce sempre le sue promesse

 «Quando pregate dite: Padre, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno ….; e non abbandonarci alla tentazione»  (cfr. Lc 11,1-13)

Nel linguaggio corrente la parola «pregare» indica l'in­sistere, il convincere qualcuno, il portarlo a cambiare atteggiamento. Pregare per noi equivale a chiedere. Per Gesù no: pregare equivale a evocare dei volti: quello del Padre e quello di un amico.

Nella preghiera di Gesù l'uo­mo si interessa della causa di Dio (il nome, il regno, la volontà) e Dio si interessa della causa dell'uomo (il pa­ne, il perdono, il male), o­gnuno è per l'altro.

 E impa­ro a pregare senza mai dire io, senza mai dire mio, ma sempre Tu e nostro: il tuo Nome, il nostro pane, Tu do­na, Tu perdona. Il Padre no­stro mi vieta di chiedere so­lo per me: il pane per me è un fatto materiale, il pane per mio fratello è un fatto spirituale. Prega­re cambia la storia.

Da duemila anni ripetiamo il Padre Nostro, ma non sia­mo diventati fratelli e il pa­ne continua a mancare. U­na domanda enorme corro­de le nostre preghiere: Dio esaudisce? «Dio esaudisce sempre, ma non le nostre ri­chieste bensì le sue pro­messe» (Bonhoeffer): Io sarò con te, fino alla fine del tem­po. Dio si coinvolge, intrec­cia il suo respiro con il mio, mescola le sue lacrime con le mie. Se pregando non ottengo la cosa che chiedo, ottengo però sempre un volto di Pa­dre e il sogno di un abbrac­cio.  (P.  Ermes Ronchi)

 17 luglio: 16^ Domenica del Tempo Ordinario

 L’ascolto, primo servizio a Dio

«Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta»     (cfr. Lc 10,38-42)

Gesù ha una meta, Gerusa­lemme, ma non «passa oltre» quando incontra qualcuno. Per lui, come per il buon sa­maritano, ogni incontro diventa una meta. Così entra da Marta e Maria.

Maria seduta ai piedi del Si­gnore ascolta la sua parola. Il primo servizio da rendere a Dio - e a tutti - è l'ascolto. Dare un po' di tempo e un po' di cuore; è dall'ascolto che comincia la relazione. Allora una sorta di contagio ti prende quando sei vicino a uno come Lui, un conta­gio di luce quando sei vici­no alla Luce. Mi piace immaginare questi due totalmente presi l'uno dall'altra, lui a darsi, lei a ri­ceverlo. E li sento tutti e due felici, lui di aver trovato un nido e un cuore in ascolto, lei di avere un rabbi tutto per sé, per lei che è donna, a cui nessuno insegna.

E c’è anche Marta che si affanna e si agita. Ge­sù, nel rimproverarla, affettuosamente raddoppia il nome e non contesta il cuore generoso di Marta ma l'agi­tazione. Perché Gesù non cerca ser­vitori, ma amici, non perso­ne che fanno delle cose per lui, ma gente che gli la­scia fare delle cose dentro di sé. Il centro della fede non è ciò che io faccio per Dio, ma ciò che Dio fa per me. In me le due sorelle si ten­gono per mano. Con loro passerò da un Dio sentito come affanno, a un Dio sentito come stupore. Imparerò a passare da un Dio sentito come do­vere, a un Dio sentito come desiderio.      (P.  Ermes Ronchi)

 10 luglio: 15^ Domenica del Tempo Ordinario

 “Va’ e anche tu fa’ così”

 «Chi ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così» (cfr. Lc 10,25-37)

             Guardati attorno e attraversa la strada: c'è qualcuno che ha bisogno del tuo amore. I nostri occhi vedono le ferite e si spostano altrove quasi per annullare quella spinta profonda a farsi accanto, a farsi carico, a impegnarsi. È un attimo di scelta che determina ogni attimo futuro. Resti nel tuo o vai nel suo?

             Se resti nel tuo, soffri di meno e nell'immediato ti senti sollevato da pesi in più: ne hai già tanti di tuoi, ci mancano pure quelli altrui! Se vai nel suo, guardi, ti chini, ti prendi cura, spendi ciò che ti appartiene, coinvolgi altri in quest'opera di amore. Perdi tempo e risorse, ma acquisti molto di più perché la tua vitalità cresce e, facendosi dono, ti ritorna come patrimonio di vita.

             Amare non è facoltativo, è la tua identità. Quando non ami interamente Dio e l'altro, non ami te stesso, perché ti privi di ciò che nutre il tuo esistere. Quante luci, quanti rumori, quante parole si muovono in questo mondo, ma dietro di esse ci sono i tuoi fratelli, figli di Dio con te. E questi fratelli sono lì che aspettano non un istante di bontà, ma tutto il tuo cuore e la tua vita.

             E quando ti sarai fatto prossimo alla vita di qualcuno, sgorgherà dalle profondità del tuo spirito l'abbondanza dell'amore eterno e tu vedrai trasformarsi la tua esistenza.    (Monastero Janua Coeli)

3 luglio: 14^ Domenica del Tempo Ordinario

Operai del bello, mietitori del buono

Gesù diceva: “La messe è abbondante, ma sono pochi quelli che vi lavorano! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi chi lavori nella sua messe”. (cfr. Lc 10,1-12)

Interpretiamo spesso questo brano come un lamento sul tanto lavoro da fare e sulla scarsità di vocazioni sacerdotali o religiose. Ma Gesù dice qualcosa di molto più importante: il mondo è buono. C'è tanto bene sulla terra. Gesù sa che il Padre suo ha seminato bene nei cuori degli uomini: molti di essi vivono una vita buona, tanti cuori inquieti cercano solo un piccolo spiraglio per aprirsi verso la luce, tanti dolori solitari attendono una carezza per sbocciare alla fiducia.

Gesù manda discepoli, ma non a lamentarsi - come facciamo noi - di un mondo lontano da Dio, ma ad annunciare un capovolgimento: il Regno di Dio si è fatto vicino, Dio è vicino, vicino alla tua casa... Mai è stato così vicino! Viviamo oggi un momento epocale di rinascita spirituale, di rinascita alla vita. Questo mondo che a noi sembra avviato verso la crisi, è un immenso laboratorio di idee nuove, progetti, esperienze di giustizia e pace, un altro mondo sta nascendo, e reca frutti di libertà, di consapevolezza, di salvaguardia del creato.

Qualcosa però manca: mancano operai del bello, mietitori del buono, contadini che sappiano far crescere i germogli di un mondo più giusto, di una mentalità più positiva, più umana. Forse manco io?   (Padre Ermes Ronchi)

19 giugno: 12^ Domenica del Tempo Ordinario

L’amore disarmato che ci salva

Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a me, colui che hanno trafitto. (Zc 12,10a)

È bello, davvero consolante sentirci dire dal profeta Zaccaria che Dio vuole arricchirci di grazia e di consolazione, perché proprio Colui che il nostro peccato ha trafitto, ci libera e ci salva dal non senso dal vuoto, da tutto ciò che è male.         

È vero, anche noi credenti non siamo esenti dalle prove, dalla sofferenza, dalla tentazione di scegliere vie di compromesso che possono procurarci qualche favore sul piano materiale.         

Sta però il fatto che un conforto profondo, una certezza di fede nel Dio che salva, ci penetrano fin nell'intimo, se noi volgiamo il nostro sguardo interiore al volto di Cristo-Dio. È un volto profondamente segnato dalle violenze subite, da dolori di morte. È il volto del Crocifisso in cui la nostra fede ci fa intravedere gli splendori del Risorto.         

La grazia è dunque anzitutto credere, la consolazione è guardare a Lui e vivere in forza di tutto quello che ci ha donato e ci dona.

Signore, voglio guardare a Te, con cuore colmo di fiducia. Nelle ore dell'incertezza, della prova, della tentazione, non permettere che io cerchi altri che Te. Credo, Tu aiuta la mia debole fede.        (Casa di Pregheira S. Biagio)

26 giugno: 13^ Domenica del Tempo Ordinario

Liberati per la libertà

Cristo ci ha liberati per la libertà; state saldi e non lasciatevi imporre il giogo della schiavitù. (cfr. Gal 5.1)

Cristo ci ha liberati. È come dire che Gesù ha pagato un prezzo altissimo per liberarci dal peccato, dal non senso, da quel giogo in cui incappa l'uomo quando non vive l'Alleanza, il patto d'amore che Dio ha stipulato con lui, e al contrario, rincorre gli idoli.

Lo sappiamo: gli idoli sono causa di schiavitù e di morte. Il guaio è che, sulle prime, ti affascinano con il loro sorriso falso ma ammaliatore. Prima ti adescano a questo modo e ti danno l'illusione d'essere libero. Invece la vera libertà, quella con cui Cristo ci ha liberato è la libertà interiore delle Beatitudini. Sei libero a misura che vivi un profondo atteggiamento di distacco da quello che hai e che vivi (tempo, denaro, successo, potere, progetti, volontà di gestire la tua vita da padrone).

La libertà di una vita che si ispira alle Beatitudini è quella del figlio: egli ha fiducia in un Padre che sa ciò di cui ha bisogno. Per questo si fida! Certo collabora responsabilmente al progetto del Padre, ma con cuore sereno, sgombro da attaccamenti. Tutto appartiene a Dio, tutto ci è dato in uso. Non è il caso di appropriarsi di nulla perché abbiamo tutto a disposizione.

 Spirito del Signore, Spirito di libertà, concedimi un cuore innamorato di Cristo, afferrato dalle beatitudini del suo vangelo. Camminerò sicuro verso la vera libertà che è libertà di amare Dio e, in Lui, tutto e tutti.     (Casa di Preghiera S. Biagio)

12 giugno: 11^ Domenica del Tempo Ordinario

Ogni gesto d’amore avvicina a Dio

Una donna, una peccatrice, portò un vaso di profumo; … piangendo, cominciò a bagnare di lacrime i piedi di Gesù, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo …” (Cfr. Lc 7,36-8,3)

Un momento esplosi­vo del Vangelo, che rovescia convenzio­ni e ruoli, che mette prepo­tentemente al centro l'amo­re: questa donna ha molto a­mato. Questo basta. Un Van­gelo che ci provoca, ci con­testa e ci incoraggia. La fede non è un intreccio compli­cato di dogmi e doveri. Gesù ne indica il cuore: ama, hai fatto tutto.

Ecco una donna venne... con un vasetto di profumo. Bagna i suoi piedi con le la­crime, li asciuga con i capel­li, li profuma, li bacia. Sono gesti imprevisti, nuovi, oltre la legge, oltre lecito e illecito, oltre doveri o obblighi, con una carica affettiva veemen­te. Ai quali Gesù non si sot­trae, che apprezza.

Gesù guarda al di là delle e­tichette: arriva una donna, gli altri vedono una pecca­trice, lui vede un'amante: ha molto amato. L'amore vale più del peccato. È la nostra identità. Dio non è il grande con­tabile del cosmo, ma è offer­ta di possibilità di vi­ta profonda, gioiosa, profu­mata, che sa le sorgenti del­la gioia, del canto, dell'ami­cizia.

Un solo gesto d'amo­re, anche muto e senza eco, è più utile al mondo dell'a­zione più clamorosa, dell'o­pera più grandiosa. È la rivo­luzione totale di Gesù, pos­sibile a tutti, possibile ogni giorno.   (Padre Ermes Ronchi)

Bollettino parrocchiale


Chiesa di Santa Maria degli Angeli

 

CHIESA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI

RISTRUTTURAZIONE DEL TETTO

Il Tetto della Chiesa e della canonica di Santa Maria degli Angeli necessita di un profondo intervento di ristrutturazione. Il progetto ha ormai ricevuto tutte le necessarie approvazioni. Il Comune di Feltre ha già deliberato di dare 15.000 euro dai cosidetti “Oneri di urbanizzazione”, come previsto per legge e si è in attesa di conoscere l’entità del contributo dall’8xmille della C.E.I. I lavori ammontano a 110.000 euro e sono necessarie quindi anche le offerte da parte dei fedeli delle Parrocchie del Centro di Feltre e di altri che hanno a cuore la Chiesa di S.M. degli Angeli

Per questo è stata aperta una sottoscrizione.
Chi desidera contribuire può farlo:   

 *  Con bonifico sul c/c intestato a Parrocchia S. Maria Angeli,

causale   “Per tetto Chiesa” – IBAN: IT 87 C 02008 61110 00000 3672527

*  Portando l’offerta al Parroco

*  Consegnando l’offerta ai sacrestani della Chiesa di S. Maria d Angeli

Museo Diocesano

Museo Diocesano
Belluno-Feltre

Via Paradiso, 19 - FELTRE (BL)

Aperto venerdì, Sabato, Domenica

Info e orari sul sito
www.museodiocesanobellunofeltre.it