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Rassegna stampa


   

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5 giugno: 10^ Domenica del Tempo Ordinario

Resuscitare anime

Veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare.  (Cfr. Lc 7,11-17)

Incontrando il corteo funebre, Gesù, che si trova sul suo tragitto, è commosso dal pianto inconsolabile della madre. “Il Signore ne ebbe compassione e le disse: Non piangere”. Due parole vere, di consolazione umana, che scaturiscono dal cuore colmo di misericordia dell’Uomo-Dio.

Quale fiducia ci deve dare l’amore del Signore! Davanti alla nostra lotta per essere cristiani migliori, nella quale noi commetteremo talvolta degli errori e dei peccati, se questi ci fanno soffrire - come soffriva il cuore di quella madre -, il Signore avrà anche per noi misericordia. Dal canto nostro, dobbiamo imparare a guardarci intorno e ad accogliere le chiamate che Dio ci manda attraverso il nostro prossimo. Non possiamo vivere rinchiusi negli stretti limiti dell’egoismo, voltando le spalle alle situazioni di molte persone che hanno bisogno del nostro aiuto.

E come quel ragazzo sentì nuovamente la vita scorrere in lui, così capiterà a noi nell’apostolato, perché il Signore è sempre disposto a rifare miracoli come quello di Nain: anime che “risusciteranno” alla vita cristiana.

 29 maggio: corpus domini

Trasformati dall’eucaristia

Nella Santa Messa il Signore distribuisce per noi il pane che è il suo Corpo, Lui si fa dono. E anche noi sperimentiamo la “solidarietà di Dio” con l’uomo, una solidarietà che mai si esaurisce, una solidarietà che non finisce di stupirci: Dio si fa vicino a noi, nel sacrificio della Croce si abbassa entrando nel buio della morte per darci la sua vita, che vince il male, l’egoismo e la morte. Gesù si dona a noi nell’Eucaristia, condivide il nostro stesso cammino, anzi si fa cibo, il vero cibo che sostiene la nostra vita anche nei momenti in cui la strada si fa dura, gli ostacoli rallentano i nostri passi.

E nell’Eucaristia il Signore ci fa percorrere la sua strada, quella del servizio, della condivisione, del dono, e quel poco che abbiamo, quel poco che siamo, se condiviso, diventa ricchezza, perché la potenza di Dio, che è quella dell’amore, scende nella nostra povertà per trasformarla.

Chiediamoci allora, adorando il Cristo presente realmente nell’Eucaristia: mi lascio trasformare da Lui? Lascio che il Signore che si dona a me, mi guidi a uscire sempre di più dal mio piccolo recinto, a uscire e non aver paura di donare, di condividere, di amare Lui e gli altri?

Preghiamo perché la partecipazione all’Eucaristia ci provochi sempre: a seguire il Signore ogni giorno, ad essere strumenti di comunione, a condividere con Lui e con il nostro prossimo quello che siamo. Allora la nostra esistenza sarà veramente feconda.                                                     (Papa Francesco – Corpus D.  2013)

 22 maggio: Santissima Trinità

 Vita di comunione

La Trinità è comunione di Persone divine le quali sono una con l’altra, una per l’altra, una nell’altra: questa comunione è la vita di Dio, il mistero d’amore del Dio Vivente. Gesù ci ha parlato di Dio come Padre; ci ha parlato dello Spirito; e ci ha parlato di Sé stesso come Figlio di Dio. E quando, risorto, ha inviato i discepoli ad evangelizzare le genti, disse loro di battezzarle «nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo». Questo comando, Cristo lo affida in ogni tempo alla Chiesa, che ha ereditato dagli Apostoli il mandato missionario. Lo rivolge anche a ciascuno di noi che, in forza del Battesimo, facciamo parte della sua Comunità.

Dunque, la Solennità di oggi, mentre ci fa contemplare il mistero stupendo da cui proveniamo e verso il quale andiamo, ci rinnova la missione di vivere la comunione con Dio e vivere la comunione tra noi sul modello della comunione divina. Siamo chiamati a vivere non gli uni senza gli altri, sopra o contro gli altri, ma gli uni con gli altri, per gli altri, e negli altri. Questo significa accogliere e testimoniare concordi la bellezza del Vangelo; vivere l’amore reciproco e verso tutti, condividendo gioie e sofferenze, imparando a chiedere e concedere perdono, valorizzando i diversi carismi sotto la giuda dei Pastori. In una parola, ci è affidato il compito di edificare comunità ecclesiali che siano sempre più famiglia, capaci di riflettere lo splendore della Trinità e di evangelizzare non solo con le parole, ma con la forza dell’amore di Dio che abita in noi.                                          (Papa Francesco – Ss. Trinità ‘15)

Il GREST Parrocchiale 2016 si svolgerà dal 13 giugno al 1 luglio.

Può partecipare al Grest chi – nell’anno 2015/16 – ha frequentato la scuola dalla seconda elementare alla terza media.

 ISCRIZIONI presso il Patronato Canossiani (in Via Belluno, 27):

 Solo per chi frequenta il catechismo presso la parrocchia del Sacro Cuore e di S. Maria d. Angeli oppure ACR o SCOUT al S. Cuore:

 *        Venerdì 20 dalle 19 alle 21

*        Sabato 21 dalle 10 alle 12 e anche dalle 16 alle 18

 Per tutti fino ad esaurimento dei posti disponibili:

 *        Venerdì 27 dalle 19 alle 21;

*        Sabato 28 dalle 10 alle 12 e anche dalle 16 alle 18;

*        Domenica 29 dalle 15.30 alle 17

 Trovate il foglio informativo e il modulo di iscrizione:

 -          nelle tre chiese parrocchiali del centro di Feltre

-          sul sito parrocchiale: www.parrocchiaduomo.it

-          su www.facebook.com/cpgfeltre raggiungibile anche da chi non è iscritto a Facebook

è possibile iscriversi on line all’indirizzo http://goo.gl/forms/sRltU2QGaX raggiungibile anche via smartphone collegato a internet.

Non si accettano iscrizioni via telefono, si chiede a tutti di rispettare gli orari sopra indicati; dopo il 29.05 non si garantisce di potersi iscrivere.

 8 maggio: Ascensione dei Signore

perché state a guardare il cielo?

L’Ascensione definisce uno spartiacque tra la presenza fisica, corporea, di Gesù, nel suo ministero terreno, e una nuova forma di presenza, la sua presenza ordinaria di Risorto. In prima battuta, a uno sguardo più superficiale, ciò che si percepisce è l’assenza. Gesù non è più visibile, non può più parlare, operare segni, essere oggetto dei sensi corporei.

Comprendiamo dunque che il primo sentimento dei discepoli, nella fase del distacco e anche oltre, sia fondamentalmente la nostalgia: essi stanno a guardare il cielo, come per allontanare la definitività del distacco e ricevono il rimprovero dei due misteriosi uomini in bianche vesti: “Perché state a guardare il cielo?”.

In effetti il mistero dell’Ascensione non dice solo l’assenza: dice soprattutto una modalità nuova, più ampia, più completa di presenza. Il sangue di Cristo, l’offerta della sua vita, compiuta una sola volta, crea una nuova situazione di comunicazione e di accesso a Dio.

Non abbiamo più bisogno di segni straordinari, perché è straordinario ciò che possiamo vivere nella quotidianità della liturgia e nella quotidianità dell’esistenza: portare in ogni realtà mondana il segno della presenza e della carità operante di Cristo, per mezzo del suo Spirito.

15 maggio: PENTECOSTE

Camminate secondo lo spirito

Il mondo ha bisogno di uomini e donne non chiusi, ma ricolmi di Spirito Santo. La chiusura allo Spirito Santo è non soltanto mancanza di libertà, ma anche peccato. Ci sono tanti modi di chiudersi allo Spirito Santo: nell’egoismo del proprio vantaggio, nel legalismo rigido, nella mancanza di memoria per ciò che Gesù ha insegnato, nel vivere la vita cristiana non come servizio ma come interesse personale, e così via.

Invece, il mondo ha bisogno del coraggio, della speranza, della fede e della perseveranza dei discepoli di Cristo. Il mondo ha bisogno dei frutti, dei doni dello Spirito Santo, come elenca san Paolo: «amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» .

Il dono dello Spirito Santo è stato elargito in abbondanza alla Chiesa e a ciascuno di noi, perché possiamo vivere con fede genuina e carità operosa, perché possiamo diffondere i semi della riconciliazione e della pace.

Rafforzati dallo Spirito - che guida, ci guida alla verità, che rinnova noi e tutta la terra, e che ci dona i frutti - rafforzati nello Spirito e da questi molteplici doni, diventiamo capaci di lottare senza compromessi contro il peccato, di lottare senza compromessi contro la corruzione, che si allarga sempre più nel mondo di giorno in giorno, e di dedicarci con paziente perseveranza alle opere della giustizia e della pace.           (Papa Francesco - Pentecoste ‘15)

1° maggio: Sesta Domenica di Pasqua

Una promessa di pace

“Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi”.

La parola di Gesù ci raggiunge, anche oggi, con il suo carico di speranza. Neppure ai tempi dell’evangelista la situazione era molto differente, almeno per i cristiani. Quando viene scritto il vangelo di Giovanni, il conflitto con il giudaismo è già radicalizzato, e anche le persecuzioni da parte dell’Impero Romano sono già un fatto realizzato e, a lungo termine, prevedibile.

Non sono certamente tempi tranquilli per i credenti. Eppure si recupera, con tutta la sua forza provocatoria, il detto di Gesù: “Vi lascio la pace”.

Lasciamoci provocare anche noi. Il testo è tratto dal lungo discorso di addio nel vangelo di Giovanni: si colloca dunque di fronte all’ora decisiva della Passione. Mentre sta per essere violentemente espropriato della sua vita - ma il lettore sa che non gli è tolta, è lui che la dona - Gesù parla di pace: della “sua” pace.

Si tratta evidentemente di una “pace” che sta in relazione con la sua morte e risurrezione, che può fare a meno di circostanze favorevoli, che non può essere identificata con il “benessere” o la “fortuna”. Comprendiamo dal contesto che essa ha a che fare con lo Spirito, con il Paraclito che “insegnerà ogni cosa”.

Bollettino parrocchiale


Chiesa di Santa Maria degli Angeli

 

CHIESA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI

RISTRUTTURAZIONE DEL TETTO

Il Tetto della Chiesa e della canonica di Santa Maria degli Angeli necessita di un profondo intervento di ristrutturazione. Il progetto ha ormai ricevuto tutte le necessarie approvazioni. Il Comune di Feltre ha già deliberato di dare 15.000 euro dai cosidetti “Oneri di urbanizzazione”, come previsto per legge e si è in attesa di conoscere l’entità del contributo dall’8xmille della C.E.I. I lavori ammontano a 110.000 euro e sono necessarie quindi anche le offerte da parte dei fedeli delle Parrocchie del Centro di Feltre e di altri che hanno a cuore la Chiesa di S.M. degli Angeli

Per questo è stata aperta una sottoscrizione.
Chi desidera contribuire può farlo:   

 *  Con bonifico sul c/c intestato a Parrocchia S. Maria Angeli,

causale   “Per tetto Chiesa” – IBAN: IT 87 C 02008 61110 00000 3672527

*  Portando l’offerta al Parroco

*  Consegnando l’offerta ai sacrestani della Chiesa di S. Maria d Angeli

Museo Diocesano

Museo Diocesano
Belluno-Feltre

Via Paradiso, 19 - FELTRE (BL)

Aperto venerdì, Sabato, Domenica

Info e orari sul sito
www.museodiocesanobellunofeltre.it