Rinnovo del Consiglio Pastorale - Informazioni

Il Patronato vive!

Per sostenere le attività del Patronato per le famiglie, il dopo-scuola, l'accoglienza dei gruppi e delle associazioni, le attività caritative e di di integrazione, si può dare un contributo sul c/c IT 19 U 02008 61111 000004530634, oppure direttamente al Parroco e/o ai Padri Canossiani - causale "Per le attività del Patronato"

Rassegna stampa


   

Contatori visite gratuiti

1° aprile

Domenica di Risurrezione

Accetta che Gesù Risorto

entri nella tua vita,

accoglilo come amico,

con fiducia: Lui è la vita! 

Papa Francesco

25 marzo: Domenica delle palme

La settimana santa

L’amore è più forte della morte

Celebrare ogni anno la Pasqua del Signore, ricordare e rivivere i suoi gesti e le sue parole, è confessare la fede nella resurrezione di Cristo, è affermare di credere che la vicenda di quell’uomo, Gesù di Nazaret, come lui ha vissuto e come lui è morto ed è tornato alla vita, possiede ancora oggi un valore e un significato grandi per la vita degli uomini e per l’intera storia dell’umanità.

 Per questo, la celebrazione memoriale della Pasqua del Signore rende i cristiani contemporanei alla Pasqua di Cristo, una contemporaneità che consiste nella permanenza di senso oggi per ogni credente dell’evento che egli celebra nelle liturgie pasquali. Se la Pasqua di Cristo ha senso oggi per il cristiano, egli è contemporaneo alla Pasqua e la Pasqua è contemporanea a lui: qui sta l’importanza decisiva delle celebrazioni liturgiche pasquali nella vita dei credenti.

 La Pasqua di Cristo, infatti, è ancora oggi salvezza se a essa ogni discepolo del Signore aderisce con l’intera sua esistenza. La ragione per cui la chiesa celebra annualmente le liturgie del Triduo santo è quella di far conoscere e far penetrare nei cristiani e in ogni uomo tutta la storia della salvezza illuminata dal soffrire, dal morire e dal risorgere di Gesù, e dunque dall’intera sua vita donata per la salvezza del mondo.

Confessare ogni anno nelle liturgie della Pasqua del Signore che «Cristo è risorto dai morti» significa gridare a ogni uomo, a ogni essere vivente e a tutta la creazione che «l’amore è più forte della morte»     (Monastero di Bose)

 18 marzo: Quinta domenica di Quaresima

 Morire a se stessi moltiplica la vita

"Vogliamo vedere Gesù”. Gran­de domanda dei cercatori di sempre. La risposta di Gesù do­na occhi profondi: se volete capire me, guardate il chicco di grano; se volete vedermi, guardate la croce. Il chicco di grano e la croce, due imma­gini come sintesi ardente dell'evento Gesù.

”Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, pro­duce molto frutto”. Una frase difficile e anche pericolosa se capita male, perché può le­gittimare una visione dolori­stica e infelice della religio­ne. Un verbo balza subito in evi­denza per la sua presa emo­tiva: morire, non morire. I­potesi o necessità, pare o­scurare tutto il resto, mentre invece è l'inganno di una let­tura superficiale. L'azione principale, lo scopo verso cui tutto converge, il verbo che regge l'intera costruzione è «produrre»: il chicco produ­ce molto frutto. L'accento non è sulla morte, ma sulla vita. Gloria di Dio non è il morire, ma il molto frutto buono.

La seconda icona è la croce, l'immagine più pura e più al­ta che Dio ha dato di se stes­so. Dio entra nella morte perché là va ogni suo figlio. Ma dalla morte risorge come un germe di vita indistrutti­bile, e ci trascina fuori, in alto, con sé. Gesù è così: un chicco di gra­no, che si consuma e fiorisce; una croce, dove già respira la risurrezione. Io sono cristia­no per attrazione: attirerò tutti a me. E la mia fede è contemplazione del volto del Dio crocifisso.
«La Croce non ci fu data per capirla ma perché ci aggrap­passimo ad essa» (Bonhoef­­fer): attratto da qualcosa che non capisco ma che mi se­duce, mi aggrappo alla sua Croce, cammino dietro a Cri­sto, morente in eterno, in e­terno risorgente.     (Padre Ermes Ronchi)

11 marzo: Quarta domenica di Quaresima

VIVERE LA COMUNITA'

La Comunità e il suo Consiglio pastorale

Continuiamo a proporre alcune informazioni sul Consiglio Pastorale Parrocchiale (C.P.P.) in vista del suo rinnovo con le “Consultazioni” (10-11 marzo) e le “Votazioni” (7-8 aprile) 

Quale testimonianza intendiamo dare  con la formazione del C.P.P. ?

Formare il C.P.P. sollecita la comunità parrocchiale a pensarsi “al futuro” e a orientarsi verso alcune priorità. Oggi si presentano situazioni di vita molteplici e inedite. Le nostre comunità parrocchiali sono chiamate a diventare questo “laboratorio” permanente di Vangelo.

La testimonianza di vita evangelica di una comunità non può che essere “in divenire”: dipende dalla libera risposta di ognuno e da come e quanto insieme ci si coinvolge e aiuta; inoltre dovrà restare disponibile al rinnovamento e aperta al futuro.

Nei contesti odierni le nostre comunità scoprono l’esigenza di proporre un “secondo annuncio” e di averne cura per accompagnare in particolare giovani e adulti a “ricominciare” il cammino di fede.

Inoltre, in rapporto alla situazione socio-culturale odierna, riconoscere un “mandato ecclesiale” ad alcune persone che agiscono non individualmente ma costituite in “consiglio” è anche una testimonianza pubblica di corresponsabilità e di fiducia in un contesto in cui serpeggiano sentimenti di delusione verso gli strumenti e le mediazioni di partecipazione nella vita sociale e politica.

Vedi altre note nella sezione dedicata.

25 febbraio: Seconda domenica di Quaresima

VIVERE LA COMUNITA'

 La Comunità e il suo Consiglio pastorale

Continuiamo a proporre alcune informazioni sul Consiglio Pastorale Parrocchiale (C.P.P.), in vista del suo rinnovo nei mesi di marzo e aprile
(vedi anche sul retro di questo foglietto).

 Quali sono le finalità del Consiglio Pastorale?

 Il C.P.P. ha un fine pastorale dato dalla testimonianza al Vangelo che la comunità parrocchiale con il suo stile di vita e con il suo impegno è chiamata a dare sul territorio e nei contesti di vita delle persone.

Il CPP non sostituisce, dunque, la comunità che rappresenta, ma la accompagna e la sollecita con un atteggiamento e un intento di ascolto, di cura, di vigilanza e di promozione.

Il CPP è, poi, attento a cogliere e a tradurre le indicazioni diocesane – in particolare gli “Orientamenti pastorali” – affinché possano orientare e supportare i vissuti parrocchiali. Il CPP svolge un compito di collegamento tra la vita diocesana e la vita parrocchiale. Inoltre il CPP intrattiene e sviluppa i rapporti con le comunità parrocchiali più prossime nello stile di una fraterna collaborazione e nella consapevolezza che sempre più in futuro si opererà pastoralmente insieme.

Il CPP mantiene anche la comunicazione con la forania intesa come un “Coordinamento pastorale” tra le parrocchie di quel particolare territorio. Nel coordinamento della forania ciascun CPP è presente con un suo rappresentante, normalmente lo stesso vicepresidente, oltre che il parroco.

4 marzo: terza domenica di Quaresima

VIVERE LA COMUNITA'

La Comunità e il suo Consiglio pastorale

Continuiamo a proporre alcune informazioni sul Consiglio Pastorale Parrocchiale (C.P.P.), in vista del suo rinnovo nei mesi di marzo e aprile 

Prima Fase: La proposta dei candidati

Sabato 10 Domenica 11 marzo, si terrà la “Prima fase” del rinnovo del Consiglio Pastorale. Questa prima consultazione ha lo scopo di raccogliere nomi di persone candidabili a far parte del Consiglio e cioè di fedeli che abbiano compiuto 16 anni, “aperti” al cammino di fede, disponibili alla vita comunitaria, considerati adeguati all’impegno di membro del Consiglio.

Questa consultazione ha un significato particolarmente importante. Infatti è la stessa Comunità che indica i possibili candidati. Non li sceglie il Parroco, né ci sono autocandidature. La Comunità indica le persone che ritiene più adeguate al compito.

Queste persone saranno poi avvicinate dal Parroco che spiegherà loro quali compiti deve svolgere un membro del Consiglio Pastorale e chiederà la disponibilità ad entrare nella lista dei candidati che sarà poi portata alla votazione di sabato 7 e Domenica 8 aprile.

Certo non tutti possono entrare in lista (sarà composta da 23 persone) e non tutti i candidati entreranno in Consiglio, ma nello spirito del servizio alla Comunità è importante rendersi disponibili alle indicazioni e richieste della stessa Comunità.

Vedi altre note nella sezione dedicata.

 

18 febbraio: Prima domenica di Quaresima

VIVERE LA COMUNITA'

 La Comunità e il suo Consiglio pastorale

            Nei mesi di marzo e aprile nella nostra Comunità sarà rinnovato il Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP). Sono passati pochi anni dalla precedente  nomina dei membri del Consiglio, ma quest’anno il Vescovo ha chiesto a tutte le parrocchie della Diocesi di iniziare un cammino con modalità nuove nella elezione dei membri, ma soprattutto riguardo il lavoro che i membri sono chiamati a svolgere.

 Ma a che cosa serve un Consiglio Pastorale?

Il CPP è chiamato a promuovere, sostenere, incoraggiare, coordinare e poi verificare l’insieme del vissuto di fede, speranza e carità della Comunità parrocchiale. Si dedica, cioè, alla sua crescita, sollecitando il senso di partecipazione di tutti, secondo le diverse vocazioni e situazioni di vita.

 “Consigliare” nell’esperienza pastorale e nella tradizione spirituale della Chiesa è una missione delicata e impegnativa: non è solo esprimere un parere su quello che succede in Parrocchia, ma comporta un coinvolgimento profondo nel vissuto della Comunità Parrocchiale e della Chiesa in generale.

 Dunque, il CPP non un gruppo di persone che si incontra per organizzare delle attività, perché i membri del CPP sono chiamati a fare un’azione di discernimento sull’insieme della vita della Parrocchia e – anche alla luce delle indicazioni diocesane – offrire spunti per aiutare le varie componenti della Comunità a crescere nella sinodalità (= camminare insieme) così che i membri della Parrocchia – pur nella diversità dei modi di espressione della fede – siano “Una cosa sola perché il mondo creda” (Gv 17,21)

Bollettino parrocchiale


A.C.R. Azione Cattolica Ragazzi

a partire da sabato 8 ottobre

TUTTI I SABATI
POMERIGGIO
in Patronato
al Sacro Cuore
(Via Belluno, 27)

*  dalle ore 14.30 alle 15.30

*   dalle 15.30 giochi e animazione per tutti fino alle ore 17

Patronato Padri Canossiani

Patronato dei Padri Canossiani

per ragazzi/e dai 6 ai 13 anni

Tutti i Pomeriggi

dalle ore 14.00 alle 17.45

per giocare, cantare, fare tante attivita' in amicizia

Parrocchia del Sacro Cuore
Via Belluno, 27
Tel. 0439-89749