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2 aprile: quinta domenica di Quaresima

Alla scoperta della Quaresima - 5

Spiritualità della Quaresima

La Quaresima non è un residuato archeologico di pratiche ascetiche d’altri tempi, ma il tempo di una più viva esperienza della partecipazione al mistero pasquale di Cristo: “partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria” (Rm 8,17).

Questa è la “legge” della Quaresima. Di qui il suo carattere sacramentale: la Quaresima è un tempo nel quale Cristo purifica la Chiesa sua sposa. L’accento è posto quindi non tanto sulle pratiche ascetiche, ma sull’azione purificatrice e santificatrice del Signore. Le opere penitenziali sono il segno della partecipazione al mistero di Cristo che per noi si fa penitente con il digiuno nel deserto.

La Chiesa, nel cammino quaresimale, è consapevole che il Signore stesso dona efficacia alla penitenza dei suoi fedeli, per cui tale penitenza acquista il valore di azione liturgica, ossia di azione di Cristo e della sua Chiesa.

Dalla teologia della Quaresima nasce quindi una tipica spiritualità dove la pratica della penitenza non deve essere solo interiore ed individuale, ma anche esterna e comunitaria. Essa è caratterizzata dai seguenti aspetti:

* Detestazione del peccato come offesa a Dio

* Comprensione delle conseguenze del peccato sulla comunità

* Sentirsi uniti a tutti i cristiani nell’azione penitenziale a favore dell’umanità

* Pregare per i peccatori

(A. Bergamini)

26 marzo: quarta domenica di quaresima

Alla scoperta della quaresima - 4 

La liturgia

Come nell’Avvento, anche in Quaresima la liturgia propone alcuni segni che nella loro semplicità aiutano a comprendere meglio il significato di questo tempo. Come già accaduto nelle settimane che precedono il Natale, in Quaresima i paramenti liturgici del sacerdote mutano e diventano viola, colore che sollecita a un sincero cammino di conversione. Durante le celebrazioni, inoltre, non troviamo più i fiori ad ornare l’altare, non recitiamo il “Gloria” e non cantiamo l'“Alleluia”.

Quaresima e Battesimo

Da sempre la Chiesa associa la Veglia pasquale alla celebrazione del Battesimo: in esso si realizza quel grande mistero per cui l’uomo, morto al peccato, è reso partecipe della vita nuova in Cristo Risorto e riceve lo Spirito di Dio che ha risuscitato Gesù dai morti. Fin dai primi secoli di vita della Chiesa la Quaresima era il tempo in cui coloro che avevano udito e accolto l’annuncio di Cristo iniziavano, passo dopo passo, il loro cammino di fede per giungere a ricevere il Battesimo a Pasqua. Successivamente anche i penitenti e poi tutti i fedeli furono invitati a vivere questo itinerario di rinnovamento spirituale, per conformare sempre più la propria esistenza a Cristo. Nelle domeniche di Quaresima, in modo del tutto particolare in quest’Anno liturgico del ciclo A, si è invitati a vivere un itinerario battesimale, quasi a ripercorrere il cammino dei catecumeni, di coloro che si preparano a ricevere il Battesimo, in modo che l’esistenza di ciascuno recuperi gli impegni di questo Sacramento che è alla base della vita cristiana.    (Gambassi G. – Avvenire 27.2.2017)

 

 19 marzo: terza domenica di quaresima

 Alla scoperta della quaresima - 3

 I segni: digiuno, elemosina, preghiera

             Il digiuno, l’elemosina e la preghiera sono i segni, o meglio le pratiche, della Quaresima.

             Il digiuno significa l’astinenza dal cibo, ma comprende altre forme di privazione per una vita più sobria. San Leone Magno insegnava in uno dei suoi discorsi sulla Quaresima: «Quanto ciascun cristiano è tenuto a fare in ogni tempo, deve ora praticarlo con maggiore sollecitudine e devozione, perché si adempia la norma apostolica del digiuno quaresimale consistente nell'astinenza non solo dai cibi, ma anche e soprattutto dai peccati.

             A questi doverosi e santi digiuni, poi, nessuna opera si può associare più utilmente dell’elemosina, la quale sotto il nome unico di “misericordia” abbraccia molte opere buone ». Così il digiuno è reso santo dalle virtù che l’accompagnano, soprattutto dalla carità, da ogni gesto di generosità che dona ai poveri e ai bisognosi il frutto di una privazione. Non è un caso che nelle diocesi e nelle parrocchie vengano promosse le Quaresime di fraternità e carità per essere accanto agli ultimi.

             La Quaresima, inoltre, è un tempo privilegiato per la preghiera. Sant’Agostino dice che il digiuno e l’elemosina sono «le due ali della preghiera» che le permettono di prendere più facilmente il suo slancio e di giungere sino a Dio. E san Giovanni Crisostomo esorta: «Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà con la pratica della preghiera. Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in splendida reggia». 

                                                                                                                                                                            (Gambassi G. – Avvenire 27.2.2017)

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