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Rassegna stampa


   

Contatori visite gratuiti

        “…e vide che la pietra

        era stata ribaltata dal sepolcro”  (Gv 20,1)

Tutto potrebbe finire sotto la pietra tombale,

compresi gli affetti, i sogni, i progetti,

ma la liberazione da questo destino mortale

ci è donata da un divino Liberatore:

il Cristo morto e Risorto!

Questa è la Pasqua di cui anche quest’anno

facciamo gioiosa memoria.

È la speranza che ci stimola a riprendere

il nostro cammino di fraternità

e di generosa accoglienza.                 (+ P.B.)

 

Il Signore è risorto, noi risorgiamo con Lui

Buona Pasqua!

 16 aprile: PASQUA DI RISURREZIONE

 Cristo è risorto, scegliamo la vita

             La Risurrezione di Gesù interpella il nostro aderire per fede e la perseveranza nella fiducia e nella speranza. Dobbiamo lasciarci provocare dal più grande Evento che sia mai potuto accadere nella storia dell'uomo e lasciarci avvincere dal fascino di un Fatto che ha radicalmente cambiato la storia. Occorre che esso diventi nostro patrimonio personale, che traspaia nella nostra gioia e che fondi le ragioni del vivere e dell'operare di ciascuno.

              Ma soprattutto, poiché Cristo risuscitato non muore più e la morte non ha più potere su di lui, dobbiamo permettere al Risorto di restare Tale anche nella nostra vita, nella consapevolezza che non solo noi siamo destinati a vivere per sempre quando sarà la disfatta del nostro corpo mortale, ma che siamo anche chiamati a risorgere tutti i giorni da morte vivendo la vita da vivi e non da morti.

             Ancora oggi c'è chi sceglie la morte alla vita negli espedienti inauditi dell'odio, della violenza, del possesso e del vizio. C'è ancora chi si rifugia nelle chimere della droga, dell'alcool, del gioco d’azzardo. Un nuovo criterio di vita risiede nel soppiantare le nefaste abitudini per darci alla costruzione di noi stessi nella virtù e nell'ottimismo. Ma fin quando non ci si rende conto che solamente nel Risorto e nel suo messaggio di salvezza si trovano questi incentivi, si brancolerà sempre nel buio della morte e dell'autodistruzione.

             La risurrezione riguarda quindi ciascuno nel suo vivere, nel suo attendere, sperare e ambire. Anche ciascuno di noi nel suo procedere peccaminoso ed errabondo. Se Cristo è risorto, cerchiamo le cose di lassù ed eleggiamo la vita che in ogni caso ha la meglio sulla morte.                (Padre Gian Franco Scarpitta)

 9 aprile: domenica delle palme e di passione

 Alla scoperta della quaresima - 6

Cos'è la Settimana Santa?

La Settimana Santa è la settimana nella quale i Cristiani celebrano gli eventi di fede correlati agli ultimi giorni di Gesù, comprendenti in particolare la sua passione, morte e resurrezione. Comprende il periodo, da Domenica delle Palme al Sabato Santo, che precede la Pasqua, cioè la domenica in cui si ricorda la Resurrezione dai morti di Gesù Cristo. La Pasqua è la massima solennità della fede cristiana e ogni anno si celebra la prima domenica di luna nuova di Primavera (tra fine Marzo e Aprile).

Meditare sulla morte di Cristo

Nella Settimana Santa il meditare sulla morte di Cristo è un invito ad affrontare con assoluta sincerità i nostri impegni quotidiani, un invito a prendere sul serio la fede che professiamo. Per questo la Settimana Santa non può essere soltanto una parentesi sacra nel contesto di una vita guidata da interessi umani: è invece un'occasione per introdurci con maggiore profondità nel mistero dell'Amore di Dio e poterlo poi mostrare agli uomini con la parola e con l'esempio.

La vita, ecco ciò che ci chiede il Signore. Se siamo fatui, se ci preoccupiamo solamente della nostra personale comodità, se facciamo di noi stessi il centro dell'esistenza degli altri e del mondo, non abbiamo il diritto di chiamarci discepoli di Cristo. Ci vuole una donazione che si dimostri con la verità dei fatti, non soltanto a parole. L'amore di Dio ci invita a prendere con decisione la croce, sentendo anche su di noi il peso dell'umanità tutta e realizzando, nelle circostanze proprie della condizione e del lavoro di ciascuno, i propositi chiari e amorosi della volontà del Padre.  (San Josemaria Escrivà)

2 aprile: quinta domenica di Quaresima

Alla scoperta della Quaresima - 5

Spiritualità della Quaresima

La Quaresima non è un residuato archeologico di pratiche ascetiche d’altri tempi, ma il tempo di una più viva esperienza della partecipazione al mistero pasquale di Cristo: “partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria” (Rm 8,17).

Questa è la “legge” della Quaresima. Di qui il suo carattere sacramentale: la Quaresima è un tempo nel quale Cristo purifica la Chiesa sua sposa. L’accento è posto quindi non tanto sulle pratiche ascetiche, ma sull’azione purificatrice e santificatrice del Signore. Le opere penitenziali sono il segno della partecipazione al mistero di Cristo che per noi si fa penitente con il digiuno nel deserto.

La Chiesa, nel cammino quaresimale, è consapevole che il Signore stesso dona efficacia alla penitenza dei suoi fedeli, per cui tale penitenza acquista il valore di azione liturgica, ossia di azione di Cristo e della sua Chiesa.

Dalla teologia della Quaresima nasce quindi una tipica spiritualità dove la pratica della penitenza non deve essere solo interiore ed individuale, ma anche esterna e comunitaria. Essa è caratterizzata dai seguenti aspetti:

* Detestazione del peccato come offesa a Dio

* Comprensione delle conseguenze del peccato sulla comunità

* Sentirsi uniti a tutti i cristiani nell’azione penitenziale a favore dell’umanità

* Pregare per i peccatori

(A. Bergamini)

 19 marzo: terza domenica di quaresima

 Alla scoperta della quaresima - 3

 I segni: digiuno, elemosina, preghiera

             Il digiuno, l’elemosina e la preghiera sono i segni, o meglio le pratiche, della Quaresima.

             Il digiuno significa l’astinenza dal cibo, ma comprende altre forme di privazione per una vita più sobria. San Leone Magno insegnava in uno dei suoi discorsi sulla Quaresima: «Quanto ciascun cristiano è tenuto a fare in ogni tempo, deve ora praticarlo con maggiore sollecitudine e devozione, perché si adempia la norma apostolica del digiuno quaresimale consistente nell'astinenza non solo dai cibi, ma anche e soprattutto dai peccati.

             A questi doverosi e santi digiuni, poi, nessuna opera si può associare più utilmente dell’elemosina, la quale sotto il nome unico di “misericordia” abbraccia molte opere buone ». Così il digiuno è reso santo dalle virtù che l’accompagnano, soprattutto dalla carità, da ogni gesto di generosità che dona ai poveri e ai bisognosi il frutto di una privazione. Non è un caso che nelle diocesi e nelle parrocchie vengano promosse le Quaresime di fraternità e carità per essere accanto agli ultimi.

             La Quaresima, inoltre, è un tempo privilegiato per la preghiera. Sant’Agostino dice che il digiuno e l’elemosina sono «le due ali della preghiera» che le permettono di prendere più facilmente il suo slancio e di giungere sino a Dio. E san Giovanni Crisostomo esorta: «Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà con la pratica della preghiera. Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in splendida reggia». 

                                                                                                                                                                            (Gambassi G. – Avvenire 27.2.2017)

26 marzo: quarta domenica di quaresima

Alla scoperta della quaresima - 4 

La liturgia

Come nell’Avvento, anche in Quaresima la liturgia propone alcuni segni che nella loro semplicità aiutano a comprendere meglio il significato di questo tempo. Come già accaduto nelle settimane che precedono il Natale, in Quaresima i paramenti liturgici del sacerdote mutano e diventano viola, colore che sollecita a un sincero cammino di conversione. Durante le celebrazioni, inoltre, non troviamo più i fiori ad ornare l’altare, non recitiamo il “Gloria” e non cantiamo l'“Alleluia”.

Quaresima e Battesimo

Da sempre la Chiesa associa la Veglia pasquale alla celebrazione del Battesimo: in esso si realizza quel grande mistero per cui l’uomo, morto al peccato, è reso partecipe della vita nuova in Cristo Risorto e riceve lo Spirito di Dio che ha risuscitato Gesù dai morti. Fin dai primi secoli di vita della Chiesa la Quaresima era il tempo in cui coloro che avevano udito e accolto l’annuncio di Cristo iniziavano, passo dopo passo, il loro cammino di fede per giungere a ricevere il Battesimo a Pasqua. Successivamente anche i penitenti e poi tutti i fedeli furono invitati a vivere questo itinerario di rinnovamento spirituale, per conformare sempre più la propria esistenza a Cristo. Nelle domeniche di Quaresima, in modo del tutto particolare in quest’Anno liturgico del ciclo A, si è invitati a vivere un itinerario battesimale, quasi a ripercorrere il cammino dei catecumeni, di coloro che si preparano a ricevere il Battesimo, in modo che l’esistenza di ciascuno recuperi gli impegni di questo Sacramento che è alla base della vita cristiana.    (Gambassi G. – Avvenire 27.2.2017)

 

 12 marzo: Seconda domenica di quaresima

 Alla scoperta della quaresima - 2

Il numero 40

La Quaresima richiama alla mente i quaranta giorni di digiuno vissuti dal Signore nel deserto prima di intraprendere la sua missione pubblica. Si legge nel Vangelo di Matteo: Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame.

Quaranta è il numero simbolico con cui l’Antico e il Nuovo testamento rappresentano i momenti salienti dell’esperienza della fede del popolo di Dio. È una cifra che esprime il tempo dell’attesa, della purificazione, del ritorno al Signore, della consapevolezza che Dio è fedele alle sue promesse.

Nell’Antico Testamento sono quaranta i giorni del diluvio universale, quaranta i giorni passati da Mosè sul monte Sinai, quaranta gli anni in cui il popolo di Israele peregrina nel deserto prima di giungere alla Terra Promessa, quaranta i giorni di cammino del profeta Elia per giungere al monte Oreb, quaranta i giorni che Dio concede a Ninive per convertirsi dopo la predicazione di Giona. Nei Vangeli sono anche quaranta i giorni durante i quali Gesù risorto istruisce i suoi, prima di ascendere al cielo e inviare lo Spirito Santo.

Tornando alla Quaresima, essa – ha spiegato Benedetto XVI nel 2011 – è un accompagnare Gesù che sale a Gerusalemme, luogo del compimento del suo mistero di passione, morte e risurrezione e ricorda che la vita cristiana è una “via” da percorrere, consistente non tanto in una legge da osservare, ma nella persona stessa di Cristo, da incontrare, da accogliere, da seguire.  (Gambassi G. – Avvenire 27.2.2017)

Bollettino parrocchiale


A.C.R. Azione Cattolica Ragazzi

a partire da sabato 8 ottobre

TUTTI I SABATI
POMERIGGIO
in Patronato
al Sacro Cuore
(Via Belluno, 27)

*  dalle ore 14.30 alle 15.30

*   dalle 15.30 giochi e animazione per tutti fino alle ore 17

Patronato Padri Canossiani

Patronato dei Padri Canossiani

per ragazzi/e dai 6 ai 13 anni

Tutti i Pomeriggi

dalle ore 14.00 alle 17.45

per giocare, cantare, fare tante attivita' in amicizia

Parrocchia del Sacro Cuore
Via Belluno, 27
Tel. 0439-89749