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Rassegna stampa


   

Contatori visite gratuiti

 19 febbraio: 7^ domenica del tempo ordinario

giorni dello spirito e di comunità

1- 2- 3- 4 marzo 2017

UN’OASI …

Dopo il Mercoledì delle Cenerì, viene offerta “un’oasi di tempo in cui sperimentare di essere una ‘‘Comunità’’ che si guarda in volto, si lascia abbellire dalla gioia del Vangelo, si aiuta a riprendere il cammino con fiducia, assume i tratti della misericordia” (Consiglio Pastorale Diocesano)

PER GIOVANI E ADULTI …

L’esperienza è proposta ad ogni giovane e adulto che desidera accogliere questo invito. Ognuno può scegliere di partecipare ad una o più serate e – per ogni sera – anche a uno qualsiasi dei tre atti proposti: quando è libero o al momento che ritiene più adeguato.

IN TRE ATTI

Primo Atto:   l’ascolto della parola e la preghiera

Un tempo da vivere nel raccoglimento per ascoltare la Parola di Dio, ritmati da silenzio e preghiera comunitaria.

Secondo Atto:  la Condivisione

Dopo la proiezione di un video, si potrà intervenire liberamente per condividere la propria riflessione, le domande, le speranze, le gioie, ecc.

Terzo Atto:  la Convivialità

Un semplice rinfresco (giovedì/venerdì) o la cena (sabato, anche per i figli) nella gioia dello stare insieme in un’atmosfera di famiglia e comunità.

Il programma dei 4 giorni lo trovate sull’ultima pagina di questo foglietto

 12 febbraio: 6^ domenica del tempo ordinario

Portare a compimento

Proseguendo nella lettura del “Discorso della montagna”, il brano evangelico di questa domenica, dopo avere presentato le “Beatitudini” e la missione del cristiano di essere luce del mondo e sale della terra, indica le esigenze morali della vita cristiana, premettendo, onde evitare l'idea di una rottura con l'insegnamento mosaico e profetico, che la legge antica non viene abolita, ma portata a “pieno compimento”. E sottolinea, Gesù, che a cambiare non sono i comandamenti, ma lo spirito con cui li si deve osservare.

La “giustizia” che Gesù esige deve superare quella degli scribi e dei farisei: non è da intendere come fondata anzitutto sul “fare”, ma sull'“essere”.

Gesù prende ad esempio tre dei dieci comandamenti: non uccidere, non commettere adulterio, non dire falsa testimonianza. Non basta non uccidere, per considerarsi osservanti del quinto comandamento; occorre non adirarsi, non insultare, non offendere, perdonare, riconciliarsi: solo così il quinto comandamento diventa vita. Allo stesso modo, non si osserva il sesto comandamento solamente non commettendo adulterio, perché il peccato, la malizia, esce dal cuore e dalla mente; il cuore e la mente devono essere casti. E, a proposito dell'ottavo comandamento, non basta non giurare il falso: occorre essere sempre fedeli alla verità, indipendentemente dal giuramento.

Insomma: i comandamenti non sono solo questione di azioni buone o cattive, ma sono scelte di vita che nascono dall'interno della persona, coinvolgendo mente e cuore. (Rini Vincenzo)

5 febbraio: 5^ domenica del tempo ordinario

Sale e luce del mondo

"In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre". Così leggiamo nel Prologo al vangelo di Giovanni e in un altro passo lo stesso evangelista ci riferisce le parole di Gesù: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».

Oggi, dopo che noi credenti in Cristo siamo stati definiti da Lui "sale della terra" e "luce del mondo" sentiamo forte ed impegnativa la raccomandazione che di conseguenza il Signore ci rivolge a tutti: "Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli".

Ci viene quindi richiesto l'impegno costante per dare sapore e senso alla nostra vita, perché non ci accada che, vuota di ideali ed insipida, perda quel bel fascino della conquista e ci faccia ritrovare a quote basse e mortificanti.

Dobbiamo perciò lasciarci irrorare dalla luce di Cristo: è lo Spirito Santo ad illuminarci con i suoi doni ed è lo stesso Spirito ad orientare poi le nostre scelte. Soltanto ricevendo Amore da Dio diventiamo a nostra volta capaci di amarlo e di vedere dei fratelli nel nostro prossimo. Ed è ancora la stessa luce divina a convincerci del vero bene e a distoglierci dalle nostre scelte sbagliate.

Quando abbiamo così illuminato la nostra vita, ornandola di senso e di pienezza, il “sale” e la “luce” diventano gli elementi principali della nostra fedeltà a Dio e del nostro impegno di testimonianza nei confronti degli altri.          (Monaci Benedettini Silvestrini)

29 gennaio: 4^ domenica del tempo ordinario

Le beatitudini: programma di Santità

             Il mondo ci dice: la gioia, la felicità, il divertimento, quello è il bello della vita! E ignora, guarda da un’altra parte, quando ci sono problemi di malattia, problemi di dolore nella famiglia. Il mondo non vuole piangere, preferisce ignorare le situazioni dolorose, coprirle. Soltanto la persona che vede le cose come sono, e piange nel suo cuore, è felice e sarà consolata. La consolazione di Gesù, non quella del mondo.

             Beati i miti in questo mondo che dall’inizio è un mondo di guerre, un mondo dove dappertutto si litiga, dove dappertutto c’è l’odio. E Gesù dice: niente guerre, niente odio, pace, mitezza.

             Beati quelli che perdonano, misericordiosi. Perché tutti noi siamo un esercito di perdonati! Tutti noi siamo stati perdonati. E per questo è beato quello che va per questa strada del perdono. Beati i puri di cuore, che hanno un cuore semplice, puro, senza sporcizie, un cuore che sa amare con quella purità tanto bella.

             Beati gli operatori di pace. Ma, è tanto comune da noi essere operatori di guerre o almeno operatori di malintesi! Quando io sento una cosa da questo e vado da quello e la dico e anche faccio una seconda edizione un po’ allargata e la riporto… Il mondo delle chiacchiere. Questa gente che chiacchiera, non fa pace, sono nemici della pace. Non sono beati.

             Le Beatitudini: poche parole, semplici parole, ma pratiche a tutti, perché il cristianesimo è una religione pratica: non è per pensarla, è per praticarla, per farla. Le Beatitudini sono il programma di santità.         (Papa Francesco, omelia 9.6.14)

 15 gennaio: Battesimo del Signore

Come il Battista

Il Vangelo di questa prima Domenica dopo il tempo del Natale ci tiene fermi ancora sulla sponda del Giordano dove Gesù riceve il Battesimo da Giovanni. E proprio Giovanni addita Gesù come l'Agnello di Dio, "colui che toglie il peccato del mondo".

Siamo all'inizio della vita pubblica di Gesù, del suo manifestarsi al mondo facendosi prossimo di tutti, in particolare dei poveri e degli emarginati, e chi ha visto scendere e rimanere su quell'uomo lo Spirito di Dio lo riconosce e lo addita come il Messia-Salvatore del mondo perché ne cancella il peccato che è l'amaro che invade il creato.

La testimonianza di Giovanni nasce dall'esperienza di "aver visto", perciò è valida e provata. Il dito di Giovanni ci indica Gesù, l'Agnello eletto, vittima per estirpare il peccato del mondo e agnello pasquale esaltato sulla croce. L'agnello toglie il peccato perché lo prende su di sé. Il peccato del mondo è chiamato al singolare perché è il grande peccato, l'origine di ogni peccato, la comunione spezzata, le nozze infrante, l'esilio ad una distanza umanamente incolmabile, che solo Dio può estinguere.

Anche noi testimoni, come Giovanni, additiamo Gesù agli altri con la vita e con la parola. Anche noi, immersi nel Signore, vediamo e sentiamo lo Spirito, vero maestro interiore e facciamo l'esperienza di condividere le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, per portare loro l’annuncio della salvezza portata da Cristo.            (cfr. don Angelo Sceppacerca).

 22 gennaio: 3^ domenica del tempo ordinario

 Quando passa Gesù …

Il Vangelo ci presenta un Gesù itinerante, sempre in movimento; una specie di nomade, senza fissa dimora, che “non ha dove posare il capo”.

Nel suo passaggio Gesù mette anche in movimento delle persone. Non lascia niente e nessuno al proprio posto. Vuol coinvolgere tutto e tutti nel suo dinamismo.

“Passare” è il verbo tipico dell’incarnazione. È Dio che non sta al proprio posto, ma scende al livello dell’uomo per incontrarlo nel suo terreno concreto. Di fronte a questo passaggio, però, l’uomo non può rimanere fermo, come semplice spettatore. Viene sollecitato a prendere una decisione, ad assumere una posizione precisa, a fare una scelta.

Gesù non passa mai accanto all’uomo in maniera neutrale. Il suo passaggio determina o il rifiuto oppure l’adesione al suo movimento itinerante. Distacco o coinvolgimento.

 Dopo quel passaggio, la vita di una persona non può essere la stessa di prima. Quello non è mai un passaggio innocuo. Obbliga l’uomo a uscire allo scoperto, a dichiararsi, ad accogliere o no l’avventura di cui non riesce a valutare con precisione le dimensioni.

 La fede è così: un antidoto al calcolo, alla prudenza umana, all’esitazione a compromettersi. Fede non significa principalmente “Credere che …” ma aderire al “Signore tuo Dio”. Fidarti di lui e seguirlo.    (Alessandro Pronzato)

8 gennaio: Battesimo del Signore

Figlio mio amato

Ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui.

Così viene istituito il sacramento del Battesimo, il segno attraverso cui anche noi siamo chiamati "figli".
Fino allora Giovanni battezzava con acqua: chi lo richiedeva confessava i suoi peccati e si sforzava ad una conversione definitiva. Presentandosi al Giordano in attesa di esser battezzato, Gesù nato da donna, uguale in tutto e per tutto all'uomo fuorché per il peccato, si mette umilmente in fila con i peccatori per annullare la distanza tra puro e impuro e "prendere sopra di Sé il peccato del mondo".           

Questi è il Figlio mio, l'amato.

Il riconoscimento di Gesù come Figlio annunzia la filiazione adottiva dei credenti: Sappiano, Padre che li hai amati come hai amato me (cfr. Gv 17,23). Ciò che il Padre dà a Gesù con il Battesimo è dato a ognuno di noi. È difficilissimo da credere, ma Dio ama noi, ama me, te, con la stessa intensità con cui ha amato Gesù. Ognuno è il figlio prediletto in cui si compiace. Possiamo quasi dire che questa è la Sua dichiarazione d'amore.Queste parole, anche se non le abbiamo colte con l'udito, ci sono state rivolte da Dio nella persona dello Spirito Santo, nel giorno del nostro battesimo.  (Giovani Missioitalia)

Bollettino parrocchiale


A.C.R. Azione Cattolica Ragazzi

a partire da sabato 8 ottobre

TUTTI I SABATI
POMERIGGIO
in Patronato
al Sacro Cuore
(Via Belluno, 27)

*  dalle ore 14.30 alle 15.30

*   dalle 15.30 giochi e animazione per tutti fino alle ore 17

Patronato Padri Canossiani

Patronato dei Padri Canossiani

per ragazzi/e dai 6 ai 13 anni

Tutti i Pomeriggi

dalle ore 14.00 alle 17.45

per giocare, cantare, fare tante attivita' in amicizia

Parrocchia del Sacro Cuore
Via Belluno, 27
Tel. 0439-89749