17 febbraio: 6^ Domenica del tempo ordinario

Le beatitudini per la santità

Ci possono essere molte teorie su cosa sia la santità, abbondanti spiegazioni e distinzioni. Tale riflessione potrebbe essere utile, ma nulla è più illuminante che ritornare alle parole di Gesù e raccogliere il suo modo di trasmettere la verità. Gesù ha spiegato con tutta semplicità che cos’è essere santi, e lo ha fatto quando ci ha lasciato le Beatitudini (cfr Mt 5,3-12)

Esse sono come la carta d’identità del cristiano. Così, se qualcuno di noi si pone la domanda: “Come si fa per arrivare ad essere un buon cristiano?”, la risposta è semplice: è necessario fare, ognuno a suo modo, quello che dice Gesù nel discorso delle Beatitudini. In esse si delinea il volto del Maestro, che siamo chiamati a far trasparire nella quotidianità della nostra vita.

La parola “felice” o “beato” diventa sinonimo di “santo”, perché esprime che la persona fedele a Dio e che vive la sua Parola raggiunge, nel dono di sé, la vera beatitudine.

Nonostante le parole di Gesù possano sembrarci poetiche, tuttavia vanno molto controcorrente rispetto a quanto è abituale, a quanto si fa nella società; e, anche se questo messaggio di Gesù ci attrae, in realtà il mondo ci porta verso un altro stile di vita. Le Beatitudini in nessun modo sono qualcosa di leggero o di superficiale; al contrario, possiamo viverle solamente se lo Spirito Santo ci pervade con tutta la sua potenza e ci libera dalla debolezza dell’egoismo, della pigrizia, dell’orgoglio.

Torniamo ad ascoltare Gesù, con tutto l’amore e il rispetto che merita il Maestro. Permettiamogli di colpirci con le sue parole, di provocarci, di richiamarci a un reale cambiamento di vita. Altrimenti la santità sarà solo parole.

(Papa Francesco – Gaudete et Exsultate –  cap. 3)

10 febbraio: 5^ Domenica del tempo ordinario

La Giornata per la vita, istituita 41 anni fa per iniziativa dei Vescovi italiani, mette in luce ogni anno il valore primario della vita umana e il dovere assoluto di difenderla, a partire dal suo concepimento fino al suo naturale spegnersi.

Prendersi cura della vita esige che lo si faccia durante tutta la vita e fino alla fine. Ed esige anche che si ponga attenzione alle condizioni di vita: la salute, l’educazione, le opportunità lavorative, e così via; insomma, tutto ciò che permette a una persona di vivere in modo dignitoso.

Perciò la difesa della vita non si compie in un solo modo o con un unico gesto, ma si realizza in una molteplicità di azioni, attenzioni e iniziative; né riguarda solo alcune persone o certi ambiti professionali, ma coinvolge ogni cittadino e il complesso intreccio delle relazioni sociali.

[…] La Giornata per la vita di quest’anno richiama un passo del profeta Isaia che ogni volta ci commuove, richiamandoci l’opera meravigliosa di Dio: «Ecco io faccio una cosa nuova!» (Is 43,19), dice il Signore, lasciando trapelare il suo cuore sempre giovane e il suo entusiasmo nel generare, ogni volta come al principio, qualcosa che prima non c’era e porta una bellezza inattesa. «Non ve ne accorgete?», aggiunge Dio per bocca del profeta, per scuoterci dal nostro torpore. “Come è possibile che non vi accorgiate del miracolo che si compie proprio sotto il vostro sguardo?”. E noi, come possiamo considerarlo un’opera solo nostra, fino a sentirci in diritto di disporne a nostro piacimento?

[…] Chiediamo con fiducia a Dio che la Giornata per la Vita porti una boccata di aria pulita, consenta a tutti di riflettere e impegnarsi con generosità, a partire dalle famiglie e da quanti operano in ruoli di responsabilità al servizio della vita. Ad ognuno di noi sia data la gioia della testimonianza, nella comunione fraterna.                      (Papa Francesco)

3 febbraio: 4^ Domenica del tempo ordinario

 è Vita, è Futuro

Nella nostra Comunità la “Giornata per la Vita”
sarà celebrata
Domenica 10 febbraio alle ore 10.30 in Duomo

Siete tutti invitati
bambini, ragazzi, giovani, adulti, anziani
perché la Vita è Festa per tutti 

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Messaggio dei Vescovi italiani per la 41ª Giornata Nazionale per la Vita

Germoglia la speranza

            «Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa» (Is 43,19). L’annuncio di Isaia al popolo testimonia una speranza affidabile nel domani di ogni donna e ogni uomo, che ha radici di certezza nel presente, in quello che possiamo riconoscere dell’opera sorgiva di Dio, in ciascun essere umano e in ciascuna famiglia.

È vita, è futuro nella famiglia!

L’esistenza è il dono più prezioso fatto all’uomo, attraverso il quale siamo chiamati a partecipare al soffio vitale di Dio nel figlio suo Gesù. Questa è l’eredità, il germoglio, che possiamo lasciare alle nuove generazioni: «facciano del bene, si arricchiscano di opere buone, siano pronti a dare e a condividere: così si metteranno da parte un buon capitale per il futuro, per acquistarsi la vita vera» (1Tim 6, 18-19).                                       

Vita che “ringiovanisce”

            Gli anziani, che arricchiscono questo nostro Paese, sono la memoria del popolo. Dalla singola cellula all’intera composizione fisica del corpo, dai pensieri, dalle emozioni e dalle relazioni alla vita spirituale, non vi è dimensione dell’esistenza che non si trasformi nel tempo, “ringiovanendosi” anche nella maturità e nell’anzianità, quando non si spegne l’entusiasmo di essere in questo mondo. Accogliere, servire, promuovere la vita umana e custodire la sua dimora che è la terra significa scegliere di rinnovarsi e rinnovare, di lavorare per il bene comune guardando in avanti. Proprio lo sguardo saggio e ricco di esperienza degli anziani consentirà di rialzarsi dai terremoti - geologici e dell’anima - che il nostro Paese attraversa.

Generazioni solidali

            Costruiamo oggi, pertanto, una solidale «alleanza tra le generazioni», come ci ricorda con insistenza Papa Francesco.  Così si consolida la certezza per il domani dei nostri figli e si spalanca l’orizzonte del dono di sé, che riempie di senso l’esistenza. «Il cristiano guarda alla realtà futura, quella di Dio, per vivere pienamente la vita con i piedi ben piantati sulla terra e rispondere, con coraggio, alle innumerevoli sfide», antiche e nuove. La mancanza di un lavoro stabile e dignitoso spegne nei più giovani l’anelito al futuro e aggrava il calo demografico, dovuto anche ad una mentalità antinatalista che, «non solo determina una situazione in cui l’avvicendarsi delle generazioni non è più assicurato, ma rischia di condurre nel tempo a un impoverimento economico e a una perdita di speranza nell’avvenire». Si rende sempre più necessario un patto per la natalità, che coinvolga tutte le forze culturali e politiche e, oltre ogni sterile contrapposizione, riconosca la famiglia come grembo generativo del nostro Paese.

L’abbraccio alla vita fragile genera futuro

            Per aprire il futuro siamo chiamati all’accoglienza della vita prima e dopo la nascita, in ogni condizione e circostanza in cui essa è debole, minacciata e bisognosa dell’essenziale. Nello stesso tempo ci è chiesta la cura di chi soffre per la malattia, per la violenza subita o per l’emarginazione, con il rispetto dovuto a ogni essere umano quando si presenta fragile. Non vanno poi dimenticati i rischi causati dall’indifferenza, dagli attentati all’integrità e alla salute della “casa comune”, che è il nostro pianeta. La vera ecologia è sempre integrale e custodisce la vita sin dai primi istanti.

La vita fragile si genera in un abbraccio: «La difesa dell’innocente che non è nato deve essere chiara, ferma e appassionata, perché lì è in gioco la dignità della vita umana, sempre sacra, e lo esige l’amore per ogni persona al di là del suo sviluppo». Alla «piaga dell’aborto» – che «non è un male minore, è un crimine» – si aggiunge il dolore per le donne, gli uomini e i bambini la cui vita, bisognosa di trovare rifugio in una terra sicura, incontra tentativi crescenti di «respingere profughi e migranti verso luoghi dove li aspettano persecuzioni e violenze».

Incoraggiamo quindi la comunità cristiana e la società civile ad accogliere, custodire e promuovere la vita umana dal concepimento al suo naturale termine. Il futuro inizia oggi: è un investimento nel presente, con la certezza che «la vita è sempre un bene», per noi e per i nostri figli. Per tutti. È un bene desiderabile e conseguibile.

27 gennaio: 3^ Domenica del tempo ordinario

Giornata mondiale della gioventù

 È iniziata il 23 gennaio 2019 la 34esima Giornata Mondiale della Gioventù, che quest’anno si svolge a Panama. Cinque giorni di eventi, di festa e di preghiere per le migliaia di persone che prendono parte alla GMG, voluta e presieduta da Papa Francesco.

 Un’occasione per tanti giovani per celebrare e manifestare con gioia la propria fede, oltre che per socializzare e conoscere persone provenienti dagli angoli più remoti del pianeta.

 Per Panama si tratta di evento eccezionale, che rende il piccolo Paese dell’America centrale oggetto di attenzione da parte di tutto il mondo per circa una settimana. Non a caso l’annuncio del pontefice è stato accolto con grande entusiasmo dal clero, dal governo e in generale da tutti i cittadini di Panama. Una curiosità: si tratta dello Stato più piccolo ad aver ospitato una GMG.

 Il logo della GMG rappresenta Maria in versione stilizzata, come mezzo per conoscere Gesù, rappresentato dalla Croce. Nel logo, disegnato da una studentessa di architettura dell’Università panamense, sono presenti anche un canale, simbolo del Paese, e cinque puntini bianchi che rappresentano i pellegrini provenienti dai cinque continenti.

 Il tema scelto da Papa Francesco per questa GMG trae spunto da un passo del Vangelo di Luca: “Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola”, vale a dire le parole di Maria all’annuncio dell’Arcangelo Gabriele.      

Testi dei vari incontri e Omelie nel Sito: www.giovani.chiesacattolica.it

6 gennaio: Epifania del Signore        

Oggi, festa dell’Epifania del Signore, il Vangelo ci presenta tre atteggiamenti con i quali è stata accolta la venuta di Cristo Gesù e la sua manifestazione al mondo.  

Ricerca premurosa: i Magi non esitano a mettersi in cammino per cercare il Messia. Giunti a Gerusalemme chiedono: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». Hanno fatto un lungo viaggio e adesso con grande premura cercano di individuare dove si possa trovare il Re neonato. A Gerusalemme si rivolgono al re Erode, il quale chiede ai sommi sacerdoti e agli scribi di informarsi sul luogo in cui doveva nascere il Messia.  

L’indifferenza: dei sommi sacerdoti e degli scribi. Erano molto comodi questi. Essi conoscono le Scritture e sono in grado di dare la risposta giusta sul luogo della nascita: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta»; sanno, ma non si scomodano per andare a trovare il Messia. E Betlemme è a pochi chilometri, ma loro non si muovono.  

La paura: Erode ha paura che quel Bambino gli tolga il potere. Chiama i Magi e si fa dire quando era apparsa loro la stella, e li invia a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi […] sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”». In realtà, Erode vuole sapere dove si trova il bambino non per adorarlo, ma per eliminarlo, perché lo considera un rivale. E guardate bene: la paura porta sempre all’ipocrisia. Gli ipocriti sono così perché hanno paura nel cuore. […]  

Siamo chiamati a seguire l’esempio dei Magi: essere premurosi nella ricerca, pronti a scomodarci per incontrare Gesù nella nostra vita. Ricercarlo per adorarlo, per riconoscere che Lui è il nostro Signore, Colui che indica la vera via da seguire. Se abbiamo questo atteggiamento, Gesù realmente ci salva, e noi possiamo vivere una vita bella, possiamo crescere nella fede, nella speranza, nella carità verso Dio e verso i nostri fratelli.         (+ Papa Francesco)

13 gennaio: Battesimo del Signore

L’odierna festa del Battesimo del Signore conclude il tempo del Natale e ci invita a pensare al nostro Battesimo.  

Il Battesimo di Gesù

Gesù ha voluto ricevere il battesimo predicato e amministrato da Giovanni Battista nel Giordano. Si trattava di un battesimo di penitenza: quanti vi si accostavano esprimevano il desiderio di essere purificati dai peccati e, con l’aiuto di Dio, si impegnavano a iniziare una nuova vita. Comprendiamo allora la grande umiltà di Gesù, Colui che non aveva peccato, nel mettersi in fila con i penitenti, mescolato fra loro per essere battezzato nelle acque del fiume. E così facendo, Egli ha manifestato ciò che abbiamo celebrato nel Natale: la disponibilità di Gesù a immergersi nel fiume dell’umanità, a prendere su di sé le mancanze e le debolezze degli uomini, a condividere il loro desiderio di liberazione e di superamento di tutto ciò che allontana da Dio e rende estranei ai fratelli. Come a Betlemme, anche lungo le rive del Giordano Dio mantiene la promessa di farsi carico della sorte dell’essere umano, e Gesù ne è il Segno tangibile e definitivo. Lui si è fatto carico di tutti noi, si fa carico di tutti noi, nella vita, nei giorni.

  Il nostro Battesimo  

La festa del battesimo di Gesù invita ogni cristiano a fare memoria del proprio battesimo. Voi sapete la data del vostro battesimo? Quella data dobbiamo sempre averla nella memoria, perché è una data di festa, è la data della nostra santificazione iniziale, è la data nella quale il Padre ci ha dato lo Spirito Santo che ci spinge a camminare, è la data del grande perdono.  

Invochiamo la materna protezione di Maria Santissima, perché tutti i cristiani possano comprendere sempre più il dono del Battesimo e si impegnino a viverlo con coerenza, testimoniando l’amore del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.      (+ Papa Francesco)

Durante la Santa Messa del 31 dicembre alle 18.00 in Duomo, ringraziamo il Signore per i doni che ha fatto ad ognuno di noi ed alla nostra Comunità. Ricordiamo qui alcuni avvenimenti vissuti nel 2018:

 *        Abbiamo accolto nella Famiglia Cristiana con il Sacramento del  BATTESIMO 21 bambini (10 di questi abitano in altre Parrocchie)

 *        Domenica 8 aprile 18 bambini (8 di altre parrocchie),   hanno  celebrato il SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE

 *        22 bambini (8 residenti in altre parrocchie), Domenica 6  maggio, si sono accostati per la prima volta all’EUCARISTIA

 *        Domenica 23 settembre in Duomo, il Vescovo  Mons.    Renato   Marangoni ha conferito il Sacramento della  CONFERMAZIONE a 27 giovanissimi (10 abitano in altre Parrocchie)

 *        Abbiamo celebrato 4 MATRIMONI; alcune coppie delle nostre parrocchie si sono sposate in altro luogo.

 *        Abbiamo accompagnato tra le braccia del Signore, 51 fratelli e  sorelle defunti.

 -        La notte tra il 2 e 3 gennaio 2018 è morto Padre Luciano Facchinello, Canossiano, che ha vissuto con noi 10 anni di intensa attività pastorale. A Lui – il 28 gennaio – è stata  intitolata una Sala del nuovo Patronato

 -        Nelle Domeniche di marzo e aprile abbiamo rinnovato il Consiglio Pastorale Unitario delle nostre tre Parrocchie.

         Il Consiglio ha iniziato il suo servizio il 4 giugno

 -        “Popoli in movimento” è il titolo delle due serate organizzate dall’Azione Cattolica per approfondire il tema dell’accoglienza e       l’integrazione dei migranti nel contesto feltrino

 -        Mercoledì 20 giugno si è tenuto a Feltre l’incontro degli “Oratori  Canossiani” del Veneto

 -        Lunedì 6 agosto un gruppo di giovani delle nostre Parrocchie sono partiti insieme a tanti altri della Diocesi per il Pellegrinaggio a piedi fino a Roma, guidati dal nostro Vescovo

 -        A Settembre abbiamo iniziato – incontrando i genitori – le  attività del Catechismo di Iniziazione Cristiana con nuove modalità di metodo e di organizzazione

Bollettino parrocchiale


Museo Diocesano

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Via Paradiso, 19 - FELTRE (BL)

Aperto il Venerdì, Sabato, Domenica,

dalle ore 9.30 alle 13.00

e dalle ore 14.30 alle 19.00

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