3 febbraio: 4^ Domenica del tempo ordinario

 è Vita, è Futuro

Nella nostra Comunità la “Giornata per la Vita”
sarà celebrata
Domenica 10 febbraio alle ore 10.30 in Duomo

Siete tutti invitati
bambini, ragazzi, giovani, adulti, anziani
perché la Vita è Festa per tutti 

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Messaggio dei Vescovi italiani per la 41ª Giornata Nazionale per la Vita

Germoglia la speranza

            «Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa» (Is 43,19). L’annuncio di Isaia al popolo testimonia una speranza affidabile nel domani di ogni donna e ogni uomo, che ha radici di certezza nel presente, in quello che possiamo riconoscere dell’opera sorgiva di Dio, in ciascun essere umano e in ciascuna famiglia.

È vita, è futuro nella famiglia!

L’esistenza è il dono più prezioso fatto all’uomo, attraverso il quale siamo chiamati a partecipare al soffio vitale di Dio nel figlio suo Gesù. Questa è l’eredità, il germoglio, che possiamo lasciare alle nuove generazioni: «facciano del bene, si arricchiscano di opere buone, siano pronti a dare e a condividere: così si metteranno da parte un buon capitale per il futuro, per acquistarsi la vita vera» (1Tim 6, 18-19).                                       

Vita che “ringiovanisce”

            Gli anziani, che arricchiscono questo nostro Paese, sono la memoria del popolo. Dalla singola cellula all’intera composizione fisica del corpo, dai pensieri, dalle emozioni e dalle relazioni alla vita spirituale, non vi è dimensione dell’esistenza che non si trasformi nel tempo, “ringiovanendosi” anche nella maturità e nell’anzianità, quando non si spegne l’entusiasmo di essere in questo mondo. Accogliere, servire, promuovere la vita umana e custodire la sua dimora che è la terra significa scegliere di rinnovarsi e rinnovare, di lavorare per il bene comune guardando in avanti. Proprio lo sguardo saggio e ricco di esperienza degli anziani consentirà di rialzarsi dai terremoti - geologici e dell’anima - che il nostro Paese attraversa.

Generazioni solidali

            Costruiamo oggi, pertanto, una solidale «alleanza tra le generazioni», come ci ricorda con insistenza Papa Francesco.  Così si consolida la certezza per il domani dei nostri figli e si spalanca l’orizzonte del dono di sé, che riempie di senso l’esistenza. «Il cristiano guarda alla realtà futura, quella di Dio, per vivere pienamente la vita con i piedi ben piantati sulla terra e rispondere, con coraggio, alle innumerevoli sfide», antiche e nuove. La mancanza di un lavoro stabile e dignitoso spegne nei più giovani l’anelito al futuro e aggrava il calo demografico, dovuto anche ad una mentalità antinatalista che, «non solo determina una situazione in cui l’avvicendarsi delle generazioni non è più assicurato, ma rischia di condurre nel tempo a un impoverimento economico e a una perdita di speranza nell’avvenire». Si rende sempre più necessario un patto per la natalità, che coinvolga tutte le forze culturali e politiche e, oltre ogni sterile contrapposizione, riconosca la famiglia come grembo generativo del nostro Paese.

L’abbraccio alla vita fragile genera futuro

            Per aprire il futuro siamo chiamati all’accoglienza della vita prima e dopo la nascita, in ogni condizione e circostanza in cui essa è debole, minacciata e bisognosa dell’essenziale. Nello stesso tempo ci è chiesta la cura di chi soffre per la malattia, per la violenza subita o per l’emarginazione, con il rispetto dovuto a ogni essere umano quando si presenta fragile. Non vanno poi dimenticati i rischi causati dall’indifferenza, dagli attentati all’integrità e alla salute della “casa comune”, che è il nostro pianeta. La vera ecologia è sempre integrale e custodisce la vita sin dai primi istanti.

La vita fragile si genera in un abbraccio: «La difesa dell’innocente che non è nato deve essere chiara, ferma e appassionata, perché lì è in gioco la dignità della vita umana, sempre sacra, e lo esige l’amore per ogni persona al di là del suo sviluppo». Alla «piaga dell’aborto» – che «non è un male minore, è un crimine» – si aggiunge il dolore per le donne, gli uomini e i bambini la cui vita, bisognosa di trovare rifugio in una terra sicura, incontra tentativi crescenti di «respingere profughi e migranti verso luoghi dove li aspettano persecuzioni e violenze».

Incoraggiamo quindi la comunità cristiana e la società civile ad accogliere, custodire e promuovere la vita umana dal concepimento al suo naturale termine. Il futuro inizia oggi: è un investimento nel presente, con la certezza che «la vita è sempre un bene», per noi e per i nostri figli. Per tutti. È un bene desiderabile e conseguibile.

27 gennaio: 3^ Domenica del tempo ordinario

Giornata mondiale della gioventù

 È iniziata il 23 gennaio 2019 la 34esima Giornata Mondiale della Gioventù, che quest’anno si svolge a Panama. Cinque giorni di eventi, di festa e di preghiere per le migliaia di persone che prendono parte alla GMG, voluta e presieduta da Papa Francesco.

 Un’occasione per tanti giovani per celebrare e manifestare con gioia la propria fede, oltre che per socializzare e conoscere persone provenienti dagli angoli più remoti del pianeta.

 Per Panama si tratta di evento eccezionale, che rende il piccolo Paese dell’America centrale oggetto di attenzione da parte di tutto il mondo per circa una settimana. Non a caso l’annuncio del pontefice è stato accolto con grande entusiasmo dal clero, dal governo e in generale da tutti i cittadini di Panama. Una curiosità: si tratta dello Stato più piccolo ad aver ospitato una GMG.

 Il logo della GMG rappresenta Maria in versione stilizzata, come mezzo per conoscere Gesù, rappresentato dalla Croce. Nel logo, disegnato da una studentessa di architettura dell’Università panamense, sono presenti anche un canale, simbolo del Paese, e cinque puntini bianchi che rappresentano i pellegrini provenienti dai cinque continenti.

 Il tema scelto da Papa Francesco per questa GMG trae spunto da un passo del Vangelo di Luca: “Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola”, vale a dire le parole di Maria all’annuncio dell’Arcangelo Gabriele.      

Testi dei vari incontri e Omelie nel Sito: www.giovani.chiesacattolica.it

13 gennaio: Battesimo del Signore

L’odierna festa del Battesimo del Signore conclude il tempo del Natale e ci invita a pensare al nostro Battesimo.  

Il Battesimo di Gesù

Gesù ha voluto ricevere il battesimo predicato e amministrato da Giovanni Battista nel Giordano. Si trattava di un battesimo di penitenza: quanti vi si accostavano esprimevano il desiderio di essere purificati dai peccati e, con l’aiuto di Dio, si impegnavano a iniziare una nuova vita. Comprendiamo allora la grande umiltà di Gesù, Colui che non aveva peccato, nel mettersi in fila con i penitenti, mescolato fra loro per essere battezzato nelle acque del fiume. E così facendo, Egli ha manifestato ciò che abbiamo celebrato nel Natale: la disponibilità di Gesù a immergersi nel fiume dell’umanità, a prendere su di sé le mancanze e le debolezze degli uomini, a condividere il loro desiderio di liberazione e di superamento di tutto ciò che allontana da Dio e rende estranei ai fratelli. Come a Betlemme, anche lungo le rive del Giordano Dio mantiene la promessa di farsi carico della sorte dell’essere umano, e Gesù ne è il Segno tangibile e definitivo. Lui si è fatto carico di tutti noi, si fa carico di tutti noi, nella vita, nei giorni.

  Il nostro Battesimo  

La festa del battesimo di Gesù invita ogni cristiano a fare memoria del proprio battesimo. Voi sapete la data del vostro battesimo? Quella data dobbiamo sempre averla nella memoria, perché è una data di festa, è la data della nostra santificazione iniziale, è la data nella quale il Padre ci ha dato lo Spirito Santo che ci spinge a camminare, è la data del grande perdono.  

Invochiamo la materna protezione di Maria Santissima, perché tutti i cristiani possano comprendere sempre più il dono del Battesimo e si impegnino a viverlo con coerenza, testimoniando l’amore del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.      (+ Papa Francesco)

6 gennaio: Epifania del Signore        

Oggi, festa dell’Epifania del Signore, il Vangelo ci presenta tre atteggiamenti con i quali è stata accolta la venuta di Cristo Gesù e la sua manifestazione al mondo.  

Ricerca premurosa: i Magi non esitano a mettersi in cammino per cercare il Messia. Giunti a Gerusalemme chiedono: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». Hanno fatto un lungo viaggio e adesso con grande premura cercano di individuare dove si possa trovare il Re neonato. A Gerusalemme si rivolgono al re Erode, il quale chiede ai sommi sacerdoti e agli scribi di informarsi sul luogo in cui doveva nascere il Messia.  

L’indifferenza: dei sommi sacerdoti e degli scribi. Erano molto comodi questi. Essi conoscono le Scritture e sono in grado di dare la risposta giusta sul luogo della nascita: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta»; sanno, ma non si scomodano per andare a trovare il Messia. E Betlemme è a pochi chilometri, ma loro non si muovono.  

La paura: Erode ha paura che quel Bambino gli tolga il potere. Chiama i Magi e si fa dire quando era apparsa loro la stella, e li invia a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi […] sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”». In realtà, Erode vuole sapere dove si trova il bambino non per adorarlo, ma per eliminarlo, perché lo considera un rivale. E guardate bene: la paura porta sempre all’ipocrisia. Gli ipocriti sono così perché hanno paura nel cuore. […]  

Siamo chiamati a seguire l’esempio dei Magi: essere premurosi nella ricerca, pronti a scomodarci per incontrare Gesù nella nostra vita. Ricercarlo per adorarlo, per riconoscere che Lui è il nostro Signore, Colui che indica la vera via da seguire. Se abbiamo questo atteggiamento, Gesù realmente ci salva, e noi possiamo vivere una vita bella, possiamo crescere nella fede, nella speranza, nella carità verso Dio e verso i nostri fratelli.         (+ Papa Francesco)

30 dicembre: Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

 La famiglia: vangelo per il mondo

Ci si potrebbe domandare: il Vangelo continua ad essere gioia per il mondo? E ancora: la famiglia continua ad essere buona notizia per il mondo di oggi?

Io sono certo di sì! E questo “sì” è saldamente fondato sul disegno di Dio. L’amore di Dio è il suo “sì” a tutta la creazione e al cuore di essa, che è l’uomo. È il “sì” di Dio all'unione tra l’uomo e la donna, in apertura e servizio alla vita in tutte le sue fasi; è il “sì” e l’impegno di Dio per un’umanità tanto spesso ferita, maltrattata e dominata dalla mancanza d’amore. La famiglia, pertanto, è il “sì” del Dio Amore. Solo a partire dall’amore la famiglia può manifestare, diffondere e ri-generare l’amore di Dio nel mondo. Senza l’amore non si può vivere come figli di Dio, come coniugi, genitori e fratelli.

Desidero sottolineare quanto sia importante che le famiglie si chiedano spesso se vivono a partire dall’amore, per l’amore e nell’amore. Ciò, concretamente, significa darsi, perdonarsi, non spazientirsi, anticipare l’altro, rispettarsi. Come sarebbe migliore la vita familiare se ogni giorno si vivessero le tre semplici parole “permesso”, “grazie”, “scusa”. Ogni giorno facciamo esperienza di fragilità e debolezza e per questo tutti noi, famiglie e pastori, abbiamo bisogno di una rinnovata umiltà che plasmi il desiderio di formarci, di educarci ed essere educati, di aiutare ed essere aiutati, di accompagnare, discernere e integrare tutti gli uomini di buona volontà.

Sogno una Chiesa in uscita, non autoreferenziale, una Chiesa che non passi distante dalle ferite dell’uomo, una Chiesa misericordiosa che annunci il cuore della rivelazione di Dio Amore che è la Misericordia. È questa stessa misericordia che ci fa nuovi nell'amore; e sappiamo quanto le famiglie cristiane siano luoghi di misericordia e testimoni di misericordia.      (+ Papa Francesco)

Durante la Santa Messa del 31 dicembre alle 18.00 in Duomo, ringraziamo il Signore per i doni che ha fatto ad ognuno di noi ed alla nostra Comunità. Ricordiamo qui alcuni avvenimenti vissuti nel 2018:

 *        Abbiamo accolto nella Famiglia Cristiana con il Sacramento del  BATTESIMO 21 bambini (10 di questi abitano in altre Parrocchie)

 *        Domenica 8 aprile 18 bambini (8 di altre parrocchie),   hanno  celebrato il SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE

 *        22 bambini (8 residenti in altre parrocchie), Domenica 6  maggio, si sono accostati per la prima volta all’EUCARISTIA

 *        Domenica 23 settembre in Duomo, il Vescovo  Mons.    Renato   Marangoni ha conferito il Sacramento della  CONFERMAZIONE a 27 giovanissimi (10 abitano in altre Parrocchie)

 *        Abbiamo celebrato 4 MATRIMONI; alcune coppie delle nostre parrocchie si sono sposate in altro luogo.

 *        Abbiamo accompagnato tra le braccia del Signore, 51 fratelli e  sorelle defunti.

 -        La notte tra il 2 e 3 gennaio 2018 è morto Padre Luciano Facchinello, Canossiano, che ha vissuto con noi 10 anni di intensa attività pastorale. A Lui – il 28 gennaio – è stata  intitolata una Sala del nuovo Patronato

 -        Nelle Domeniche di marzo e aprile abbiamo rinnovato il Consiglio Pastorale Unitario delle nostre tre Parrocchie.

         Il Consiglio ha iniziato il suo servizio il 4 giugno

 -        “Popoli in movimento” è il titolo delle due serate organizzate dall’Azione Cattolica per approfondire il tema dell’accoglienza e       l’integrazione dei migranti nel contesto feltrino

 -        Mercoledì 20 giugno si è tenuto a Feltre l’incontro degli “Oratori  Canossiani” del Veneto

 -        Lunedì 6 agosto un gruppo di giovani delle nostre Parrocchie sono partiti insieme a tanti altri della Diocesi per il Pellegrinaggio a piedi fino a Roma, guidati dal nostro Vescovo

 -        A Settembre abbiamo iniziato – incontrando i genitori – le  attività del Catechismo di Iniziazione Cristiana con nuove modalità di metodo e di organizzazione

23 dicembre: quarta Domenica di Avvento

Un augurio che custodisce un sogno

Ogni augurio custodisce un sogno che si desidera dischiudere e condividere.

Immagino così l’augurio per la celebrazione del Natale 2018, preparato da questo tempo di Avvento così rappresentativo di tante situazioni di vita, perché vivere è “tendere a…”.

Raccolgo la parola detta dal profeta Sofonia e proposta in nella penultima domenica che precede il Natale: «Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!», perché il Signore Dio «gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore» (3,16-17).

Questo sogno e questo desiderio – misteriosamente seminati in ogni vita, specialmente in quella più fragile e vulnerabile – ci sono affidati come promessa. Passo dopo passo, essa può diventare «una strada da imboccare», mentre ci «stringiamo le mani», come i 50 artisti di queste nostre terre ci hanno detto, in questi giorni, consegnandoci il loro appello nella canzone “Alziamo la voce”: «C’è un mondo, sorretto da queste montagne, da ricostruire con la nostra nuova forza insieme»”. E anche lì, dove c’è «una cicatrice», occorre ripartire: «Facciamo sbocciare questo seme». Questo augurio si intesse con la celebrazione del Natale di Gesù Cristo.

Ce lo scambiamo così, in particolare stringendo la mano a chi sente le proprie braccia cadere.      Buon Natale!  (+ Renato, vescovo)

Bollettino parrocchiale


Museo Diocesano

Museo Diocesano

Via Paradiso, 19 - FELTRE (BL)

Aperto il Venerdì, Sabato, Domenica,

dalle ore 9.30 alle 13.00

e dalle ore 14.30 alle 19.00

www.museodiocesanobellunofeltre.it