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Catechismo Estate 2020

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Voglio che tu viva!

Diciamocelo pure: la folla protagonista del Vangelo di questa domenica è, a voler essere clementi, sprovveduta. Come fai a partire da casa per il deserto senza un orcio d’acqua, sen-za un minimo di provviste? Se vedi che i viveri stanno finendo, perché non torni a casa? Non temi il caldo, la fatica, la disidratazione?

La Parola di questa domenica ci aiuta ad andare in profondità, a soffermarci sulla disattenzione di questa folla: anzitutto, perché essa suscita la compassione di Gesù, lo provoca all’azione. Era per cercare Lui che le folle si erano messe in cammino, sfidando il deserto rovente; erano alla ricerca di cura, di attenzione, di guarigione.

L’atteggiamento di queste persone è ben descritto dal Salmo: con gli occhi vigili, attendevano con pazienza l’apertura della mano, il gesto di un dono gratuito. La risposta di Dio non delude l’attesa, ma la supera: il cibo che viene offerto è regalato, acquisito senza spendere nulla (come ci ricorda il profeta Isaia), decisamente sovrabbondante (ne avanzano dodici ceste piene, annota l’evangelista Matteo).

Vino, latte, pane e pesce: Dio non disdegna, per mostrare la sua benevolenza, cibi buoni, che servono per la sopravvivenza e il sostenta-mento di ogni giorno. Dio non è altrove rispetto ai nostri bisogni materiali: il suo amore viene incontro alle nostre necessità materiali, al bi-sogno di cibo solido, concreto. Ma c’è un oltre, un orizzonte più grande: ce lo dicono le parole della lettera ai Romani.

In Gesù, Dio viene incontro alla nostra fame di amore, al desiderio di eternità che ci abita, alla sete di “per sempre” che palpita in ogni nostra relazione. Dare da mangiare a qualcuno significa dirgli: “Voglio che tu viva, che tu sia con me, voglio che tu stia bene, sia nel pieno delle tue forze, sono attento a te”. È l’intento di Dio: “Venite, mangiate, vivete con me!”.

S. D. G.

Un aiuto per pregare

 – Dove stai cercando oggi una risposta alla tua fame?

 – In che modo stai aiutando Gesù a portare il suo cibo agli altri?

Il 27 luglio 1520 venivano consacrati la Chiesa e l’altare di Santa Maria degli Angeli. Per ricordare l’evento, domenica 26 luglio 2020 il Vescovo Renato celebrerà la S. Messa delle ore 19.00.

Non si tratta semplicemente di commemorare un fatto del passato a cui oggi si può anche guardare con indifferenza o distacco. Si tratta piuttosto di una tappa nell’anno 2020 che la storia ci consegna da vivere nel nostro tempo ed accogliendo da essa una fruttuosa provocazione.

Infatti, chi ha voluto il complesso di Santa Maria degli Angeli ha pensato ad un luogo di preghiera e di carità accogliente, ovvero di vita pulsante per tutta la città: un luogo oggi antico, ma dove assaporare l’armonia della vita.

Non abbiamo bisogno di “monumenti chiusi” a custodire mute reliquie o ricordi condivisi da pochi, ma di costruzioni aperte e dinamiche, luoghi di incontro per crescere, maturare e pregare insieme; luoghi custodi di una novità da trasmettere, capa-ce ancora di avviare processi di speranza, di fiducia, capace di proporre e sostenere percorsi di vita alla sequela di Colui che è la Via la Verità e la Vita. 

Invito i feltrini ad accogliere l’appuntamento del 26 luglio con questo spirito!

Il Parroco 
don Angelo

Cercare per trovare

Anche oggi, la liturgia propone alla nostra attenzione tre parabole, ancora incentrate sul Regno di Dio. Tre sono le figure a cui il Regno viene paragonato: un tesoro nascosto nel campo, un mercante che va in cerca di pietre preziose e una rete gettata nel mare, che raccoglie pesce di ogni specie. Le tre parabole ci suggeriscono che la dinamica del Regno di Dio è una dinamica di relazione: non esiste un regno già pronto, preconfezionato, al di là, che dobbiamo raggiungere e godere in pace. Esiste, invece, una realtà che si fa cercare, da cercare, da esplorare e purificare. Esiste una realtà abitata da Dio che spesso è nascosta nei campi della nostra esistenza, a volte ricchi di frutti, a volte aridi e sassosi; esiste una realtà abitata da Dio che cerchiamo e che ci cerca, una realtà che – per il mistero dell’a-more abissale di Dio – ha bisogno proprio di noi, per fiorire ed essere piena; esiste una realtà abitata da Dio che sta in mezzo ai pe-sci buoni e ai pesci cattivi che riempiono le nostre giornate, in cui il Regno fa capolino e si nasconde allo stesso tempo. Siamo chiamati, come Salomone, a chiedere nella preghiera il dono della sapienza, per poter diventare scribi che sanno leggere con l’esperienza vissuta la incessante creatività dello Spirito del Risorto, che sanno stupirsi di fronte alla vitalità perenne del Regno già presente ed ancora lontano, che sanno di-scernere e prendere posizione di fronte alla realtà che bussa dell’avvento di Dio. Siamo chiamati a cercare senza sosta perle e tesori nelle nostre giornate, che a volte ci sembrano davvero troppo ordinarie, scontate, riempite di abitudini sterili, certi che tutto concorre al bene di coloro che, fatalmente attratti dall’amore, cercano il Signore e che attendono da lui il definitivo compimento della loro vita (cfr. Rm 8, 28-30). S. D. G.

Un aiuto per pregare

– Che cosa ti sembra di non riuscire a vendere per essere pienamente conquistato da Cristo?

– Ti eserciti nel discernimento per diventare un discepolo sempre più autentico?

  Tre parabole per la vita

Le tre parabole che la liturgia di oggi ci propone sono accomunate dalla tematica del Regno dei cieli, di cui mettono in luce alcuni meccanismi fondamentali. Il padrone di casa della prima parabola ci colpisce certamente per la sua pazienza: chi di noi, di fronte alle piccole e grandi situazioni di male che incontra e vive nella quotidianità, non sarebbe tentato di agire con prontezza, magari anche con violenza, per cercare di riportare l’ordine e la stabilità?

Non è lo stile di Dio, che pur non accondiscende alla cattiveria e alla malvagità: il Signore sa che la crescita del Regno non può essere fermata, sa che la vittoria è già sua, sa che la vita è destinata a trionfare.

La seconda parabola ci pone di fronte alla piccolezza del seme del Regno: a volte, possiamo confessarlo almeno a noi stessi, facciamo tremendamente fatica a vedere la pianta che cresce, e siamo distratti dal rumore forte delle cose che non vanno.

La terza parabola, infine, ci mette davanti alla discrezione con cui il Regno lavora nel-le nostre vite e nelle nostre storie. Lo stimolo che ci viene da queste parabole è grande: ci viene richiesta una conversione radicale degli occhi e del cuore, per essere capaci di amare il bene che cresce intorno a noi, per aiutarlo a fiorire e a diffondersi. Ci è richiesta la capacità di discernere tra il bene e il male, di smascherare i nostri impeti e i nostri eccessi di zelo, per vivere nella pazienza inquieta e fervorosa di chi attende la manifestazione piena del Regno di Dio.

Solo da una preghiera attenta e sincera potremmo imparare a riconoscere nella nostra quotidianità la forza di Dio, quella signoria che emerge anche lì dove Dio non sembra regnare (cfr. Sap 12, 17).   S. D. G.

Un aiuto per pregare

– Mi prendo tempo per cercare di discer-nere la presenza di Dio soprattutto quando non è così evidente?

– Come mi aspetto che Dio si manifesti nella mia vita e nella storia?

Informazioni parrocchiali




Museo Diocesano

Museo Diocesano
Belluno-Feltre

Via Paradiso, 19 - FELTRE (BL)

Aperto venerdì, Sabato, Domenica

Info e orari sul sito
www.museodiocesanobellunofeltre.it

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