Rassegna stampa


   

Il Patronato vive!

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 7 maggio: Quarta domenica di Pasqua

 Alzati, va’ e non temere

Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

             Chi si è lasciato attrarre dalla voce di Dio e si è messo alla sequela di Gesù scopre ben presto, dentro di sé, l’insopprimibile desiderio di portare la Buona Notizia ai fratelli, attraverso l’evangelizzazione e il servizio nella carità. Tutti i cristiani sono costituiti missionari del Vangelo! Il discepolo, infatti, non riceve il dono dell’amore di Dio per una consolazione privata … la gioia del Vangelo che riempie la vita della comunità dei discepoli è una gioia missionaria.

             … Dinanzi alle domande che emergono dal cuore dell’uomo e alle sfide che si levano dalla realtà, possiamo provare una sensazione di smarrimento e avvertire un deficit di energie e di speranza. C’è il rischio che la missione cristiana appaia come una mera utopia irrealizzabile o, comunque, una realtà che supera le nostre forze. Ma se contempliamo Gesù Risorto, che cammina accanto ai discepoli di Emmaus, la nostra fiducia può essere ravvivata.

             … Gesù è accanto a noi! I due discepoli, feriti dallo scandalo della Croce, stanno ritornando a casa percorrendo la via della sconfitta: portano nel cuore una speranza infranta e un sogno che non si è realizzato. In loro la tristezza ha preso il posto della gioia del Vangelo. Che cosa fa Gesù? Percorre la loro stessa strada e lentamente trasforma il loro scoraggiamento, fa ardere il loro cuore e apre i loro occhi, annunciando la Parola e spezzando il Pane.

             Allo stesso modo, il cristiano non porta da solo l’impegno della missione, ma sperimenta, anche nelle fatiche e nelle incomprensioni, che Gesù cammina con lui, parla con lui, respira con lui, lavora con lui. Sente Gesù vivo insieme con lui nel mezzo dell’impegno di annunciare il Vangelo.    (dal Messaggio di Papa Francesco)

30 aprile: Terza domenica di Pasqua

La Parola e il Pane si fanno strada

Il Vangelo di Emmaus si snoda, come una grande li­turgia, in tre momenti: la liturgia della strada, della pa­rola e del pane.

La liturgia della strada.

Em­maus dista da Gerusalemme due ore di cammino, due ore trascorse a parlare di quel so­gno in cui avevano tanto spe­rato, un sogno naufragato nel sangue. Il salmo 84 dice “Beato l'uo­mo che ha sentieri nel cuore; che ha il coraggio di mettersi in cammino”. Anche la fede è un perpetuo camminare, perché Dio stesso è una vetta mai con­quistata, e l'infinito ci attende all'angolo di ogni strada. E Gesù si avvicinò e cam­minava con loro. Un Dio spar­pagliato per tutte le strade, un Dio vestito di umanità, conti­nuamente in cerca di noi.

La liturgia della parola.

Spie­gava loro le scritture, mostran­do che il Cristo doveva patire: la sublime follia della Croce è la parola definitiva che ogni cri­stiano deve custodire, tra­smettere, scrutare, capire, pre­gare. Gesù fa comprendere che la Croce non è un incidente ma la pienezza dell'amore, che cambia la comprensione di Dio e della vita. I due camminatori scoprono una verità immensa: c'è la ma­no di Dio posata là dove sem­bra impossibile, proprio là do­ve sembrava assurdo: sulla cro­ce.

La liturgia del pane.

“Resta con noi, perché si fa sera”. Ed egli ri­mase con loro. Da allora Cristo entra sempre, se soltanto lo de­sidero. Rimane con me e mi trasforma, cambiandomi il cuore, gli occhi, il cam­mino. La Parola ha acceso il cuore; il pane apre gli occhi dei discepoli. Infine la parola e il pane cam­biano il cammino, la direzione, il senso: “Partirono senza indu­gio e fecero ritorno a Gerusa­lemme”.      (Padre Ermes Ronchi)

23 aprile: seconda domenica di Pasqua

San Tommaso: Vedere e Credere

             Nella seconda Domenica di Pasqua – detta anche “Domenica in Albis” – i neobattezzati, deponevano la veste bianca con la quale erano stati rivestiti otto giorni prima, la notte di Pasqua, al momento del loro Battesimo.

              Il gesto liturgico di deporre la veste bianca sta a significare che la Grazia del Battesimo è “scesa” nel profondo del nostro intimo e non ha più bisogno di essere manifestata esteriormente con un abito particolare. Ciò che conta è vivere la Grazia del Battesimo nella vita quotidiana. “L'abito non fa il monaco” e quindi il vestito - compreso quello della prima Comunione o del Matrimonio - costituisce “solo” un segno, un simbolo, perciò come tale, allude ad una realtà complessa, che sta dietro e dà senso al simbolo stesso; diversamente sarebbe una finzione; fingere di credere, credere in astratto, credere a parole, ma non nei fatti. Questo è il peccato più grave che possiamo commettere.

              L’evangelista Giovanni lo mette in luce ripetutamente, presentando il conflitto tra Gesù e i farisei: il Figlio del falegname li chiama appunto ipocriti, coloro che fingono. Tanto vale dirlo; in parecchie circostanze, commentando fatti e persone, anche noi abbiamo detto: "Se non vedo, io non credo!".
Ormai è storia vecchia: “credere” e “vedere” sono due azioni che insieme non possono stare, né l'una può conseguire all'altra. Non possiamo affermare: “io credo perché ho visto di persona”: l'evidenza di un fatto esclude automaticamente l'atto di fede.

             Dobbiamo scegliere: vedere, oppure credere. E dobbiamo chiederci perché crediamo. Dio non ci obbliga a credere in Lui, a credere nella Sua risurrezione, a credere nella Sua presenza tra noi, dentro e fuori di noi.     (Fr. Massimo Rossi)

 16 aprile: PASQUA DI RISURREZIONE

 Cristo è risorto, scegliamo la vita

             La Risurrezione di Gesù interpella il nostro aderire per fede e la perseveranza nella fiducia e nella speranza. Dobbiamo lasciarci provocare dal più grande Evento che sia mai potuto accadere nella storia dell'uomo e lasciarci avvincere dal fascino di un Fatto che ha radicalmente cambiato la storia. Occorre che esso diventi nostro patrimonio personale, che traspaia nella nostra gioia e che fondi le ragioni del vivere e dell'operare di ciascuno.

              Ma soprattutto, poiché Cristo risuscitato non muore più e la morte non ha più potere su di lui, dobbiamo permettere al Risorto di restare Tale anche nella nostra vita, nella consapevolezza che non solo noi siamo destinati a vivere per sempre quando sarà la disfatta del nostro corpo mortale, ma che siamo anche chiamati a risorgere tutti i giorni da morte vivendo la vita da vivi e non da morti.

             Ancora oggi c'è chi sceglie la morte alla vita negli espedienti inauditi dell'odio, della violenza, del possesso e del vizio. C'è ancora chi si rifugia nelle chimere della droga, dell'alcool, del gioco d’azzardo. Un nuovo criterio di vita risiede nel soppiantare le nefaste abitudini per darci alla costruzione di noi stessi nella virtù e nell'ottimismo. Ma fin quando non ci si rende conto che solamente nel Risorto e nel suo messaggio di salvezza si trovano questi incentivi, si brancolerà sempre nel buio della morte e dell'autodistruzione.

             La risurrezione riguarda quindi ciascuno nel suo vivere, nel suo attendere, sperare e ambire. Anche ciascuno di noi nel suo procedere peccaminoso ed errabondo. Se Cristo è risorto, cerchiamo le cose di lassù ed eleggiamo la vita che in ogni caso ha la meglio sulla morte.                (Padre Gian Franco Scarpitta)

        “…e vide che la pietra

        era stata ribaltata dal sepolcro”  (Gv 20,1)

Tutto potrebbe finire sotto la pietra tombale,

compresi gli affetti, i sogni, i progetti,

ma la liberazione da questo destino mortale

ci è donata da un divino Liberatore:

il Cristo morto e Risorto!

Questa è la Pasqua di cui anche quest’anno

facciamo gioiosa memoria.

È la speranza che ci stimola a riprendere

il nostro cammino di fraternità

e di generosa accoglienza.                 (+ P.B.)

 

Il Signore è risorto, noi risorgiamo con Lui

Buona Pasqua!

 9 aprile: domenica delle palme e di passione

 Alla scoperta della quaresima - 6

Cos'è la Settimana Santa?

La Settimana Santa è la settimana nella quale i Cristiani celebrano gli eventi di fede correlati agli ultimi giorni di Gesù, comprendenti in particolare la sua passione, morte e resurrezione. Comprende il periodo, da Domenica delle Palme al Sabato Santo, che precede la Pasqua, cioè la domenica in cui si ricorda la Resurrezione dai morti di Gesù Cristo. La Pasqua è la massima solennità della fede cristiana e ogni anno si celebra la prima domenica di luna nuova di Primavera (tra fine Marzo e Aprile).

Meditare sulla morte di Cristo

Nella Settimana Santa il meditare sulla morte di Cristo è un invito ad affrontare con assoluta sincerità i nostri impegni quotidiani, un invito a prendere sul serio la fede che professiamo. Per questo la Settimana Santa non può essere soltanto una parentesi sacra nel contesto di una vita guidata da interessi umani: è invece un'occasione per introdurci con maggiore profondità nel mistero dell'Amore di Dio e poterlo poi mostrare agli uomini con la parola e con l'esempio.

La vita, ecco ciò che ci chiede il Signore. Se siamo fatui, se ci preoccupiamo solamente della nostra personale comodità, se facciamo di noi stessi il centro dell'esistenza degli altri e del mondo, non abbiamo il diritto di chiamarci discepoli di Cristo. Ci vuole una donazione che si dimostri con la verità dei fatti, non soltanto a parole. L'amore di Dio ci invita a prendere con decisione la croce, sentendo anche su di noi il peso dell'umanità tutta e realizzando, nelle circostanze proprie della condizione e del lavoro di ciascuno, i propositi chiari e amorosi della volontà del Padre.  (San Josemaria Escrivà)

Bollettino parrocchiale


A.C.R. Azione Cattolica Ragazzi

TUTTI I SABATI
POMERIGGIO

ore 14.30 - 16.30

presso il Patronato
Canossiani
al Sacro Cuore

in via Belluno

 Per informazioni:        

-  Alba 339 159 1654     

-   Maria 338 248 9319

Attività in Patronato

Patronato dei Padri Canossiani

Proposte per ragazzi/e
dai 6 ai 13 anni

  dalle ore 14 alle 17 Per Giocare, fare tante Attività in Amicizia

Il Dopo-scuola CompitInsieme” per bambini e ragazzi dalla 2° 
  elem. alla 3° media - 
dalle ore 14.30 alle 17.00

  Padri Canossiani:     tel. 0439.89749  e-mail: canossifeltre@virgilio.it

 Si inizia lunedì 22 ottobre

LE PROPOSTE PER RAGAZZI/E  6 – 13 anni

 

Museo Diocesano

Museo Diocesano

Via Paradiso, 19 - FELTRE (BL)

Aperto il Venerdì, Sabato, Domenica,

dalle ore 9.30 alle 13.00

e dalle ore 14.30 alle 19.00

www.museodiocesanobellunofeltre.it